Cenare alle 2 del pomeriggio? E certo, e’ Thanksgiving!

Quanti post sul Ringraziamento leggerete in queste settimane? Tanti.

In alcuni leggerete delle origini della festa, in altri delle controversie sulle sue, appunto, origini, in altri ancora vi si racconterà la giornata per filo e per segno, a partire dalla parata di Macy’s fino ad arrivare all’uscita per cominciare lo shopping del Black Friday.

Noi vogliamo invece raccontarvi di quello che piu’ ci ha colpito quando siamo stati invitati ad una cena del Ringraziamento.

Thanksgiving è forse l’unica occasione in cui gli Americani cucinano.

L’orario risulta sempre un po’ strano per il nostro DNA italico perchè qui di solito si cena tra le due e le tre di pomeriggio. La chiamano cena: Thanksgiving dinner. Certo non si tratta proprio di una cena, ma qualsiasi cosa sia, è sontuosa.

Tiziano, che non abita qui negli Stati Uniti, ha condiviso con noi questa bella immagine.

Quando io penso al Ringraziamento, penso al mio sogno americano nella sua forma più pura. Una cena in compagnia di mia moglie, i miei piccoli furfanti, e magari un paio di parenti in visita da un altro Stato. Penso al tacchino e alle patate dolci, penso all’atmosfera calda e accogliente. Penso al Natale ormai alle porte. Penso all’America al suo meglio .

Poi c’e’ la versione degli italiani che invece in America ci vivono, e che ad una cena del Ringraziamento hanno scoperto qualcosa di nuovo. In questo post vogliamo offrirvi qualche ricetta che ha superato le italiche storture di naso ed e’ uscita vittoriosa dal nostro terribile giudizio. Pubblichiamo in anticipo rispetto alla festa, cosi’ avete anche il tempo di provarle!

Fagiolini in terrina: Claudia

foto dal sito di Food network

Il piatto che per me è stata una vera sorpresa è la Green bean casserole, o terrina di fagiolini. L’avevo mangiata una volta sola prima di prepararla io. Eravamo stati invitati a festeggiare il Ringraziamento a casa di amici americani. Questo piatto era una tradizione della loro famiglia e così ce lo avevano presentato. Naturalmente lo avevamo assaggiato, curiosi di provare qualcosa di veramente americano, ma anche felici di condividere con loro un giorno importante. L’affetto e l’amicizia che provavamo e proviamo per loro non e’ diminuito dopo aver assaggiato la loro terrina… mamma mia quanto era cattiva!!

La terrina di fagiolini a casa loro viene preparata ogni anno, nessuno la mangia e va a finire direttamente nella spazzatura.  Il motivo è che di solito viene preparata con tutti prodotti in scatola. Gli ingredienti base sono fagiolini, cipolle e crema di funghi. A casa loro viene preparata con fagiolini in scatola (secondo il mio modesto parere il maggior insuccesso dell’industria conserviera perchè acidi e mollicci), con la zuppa di funghi in scatola della Campbell (il produttore della Tomato Soup che Andy Warhol, artista della Pop Art, ha fatto diventare famosa in tutto il mondo) e con cipolle già fritte e inscatolate (si presentano come patatine fritte). Il tutto viene mescolato e messo a grigliare nel forno. Ma non sono solo loro che la fanno cosi’. Secondo i nostri amici americani quello e’ il modo in cui si deve preparare.

Ora che sapete come NON preparare la terrina di fagiolini, eccovi la ricetta che ho usato io e vi posso garantire che c’è da leccarsi i baffi! È una ricetta facile da fare e con tutti ingredienti freschi, e viene dal famoso cuoco Alton Brown. Buon appetito!!

Sua maesta’ il tacchino: Nicoletta

Vorrei cogliere l’occasione di questo post per fare outing:

  • non sono un amante del tacchino
  • lo ‘stuffing’ mi schifa assai (non sai mai che ci mettono dentro)
  • il gravy con i fegatini e le interiora del tacchino mi fa raggiunge livelli di ribrezzo mai visti
  • MA ogni anno a Thanksgiving CUCINO IL TACCHINO MIGLIORE DEL MONDO!

Il segreto della ricetta che da 10 anni è diventata il simbolo del Friendsgiving a casa mia? Semplice, non è una ricetta americana, e non è una ricetta di Thanksgiving. È una ricetta natalizia inglese! Tutti gli americani che l’hanno assaggiato hanno decretato all’unanimità che fosse il tacchino piu’ gustoso che avessero mai provato in vita loro. Ho distribuito la ricetta urbis et orbis e l’accoglienza ricevuta è sempre stata la stessa: best turkey ever.

La ricetta è di uno dei miei autori preferiti, Jamie Oliver, e prevede uno stuffing a base di albicocche secche, salsiccia e salvia, riposto tra la pelle e il petto. La cavità interna del tacchino viene riempita con un’arancia. Le cosce vengono arricchite da rotolini di rosmarino e bacon. Insomma, provatelo perchè è veramente fantastico. Ecco a voi la ricetta del tacchino di Jamie Oliver.

Verdure d’inverno arrostite: Linda

foto di Goop

Visto che sono già stati introdotti due grandi protagonisti che non possono mancare sulla tavola della festa del Ringraziamento, il tacchino e il green bean casserole, vorrei introdurre un altro contorno di verdure che non manca mai sulla nostra tavola ed è apprezzato da grandi e piccini.

Queste verdure utilizzate vengono spesso abbinate al tacchino, di solito come purea che però non ha mai riscontrato molto successo con i miei figli. Da qualche anno però seguo una ricetta, presa dal libro di Gwyenth Paltrow “My father’s daughter” che mi ha consigliato Nicoletta e che io ho poi raccomandato a Claudia. È bello vedere come una ricetta abbia fatto il giro degli USA.
La ricetta nel link è la Maple dijon roasted winter vegetables”: si tratta di un mix di carote, patate dolci e parsnips (pastinache, che assomigliano alle carote, sono bianche e hanno un sapore aromatico) che vengono condite con olio d’oliva, senape di Dijon e Maple Syrup (sciroppo d’acero). Il tutto viene arrostito in una teglia nel forno. Il maple dijon crea una bella crosticina soprattutto sulle carote e patate dolci. I miei figli si contendono sempre la parte più arrostita. L’unica variazione che faccio rispetto alla ricetta, è che uso rigorosamente lo sciroppo d’acero del Maine (dove viviamo).

Patate dolci, noci e marshmallows: Tiziana

foto di Lil’ Luna

I miei pranzi o cene del Ringraziamento sono di due tipi: di solito con gli amici italiani festeggiamo il Friendsgiving, con tacchino e tanti altri piatti semplici come ad esempio pure’ di patate, asparagi e verdure arrostite, mentre al lavoro facciamo il classico Thanksgiving Potluck, dove ognuno porta qualcosa. Al nostro potluck annuale ho perfino vinto un premio per il migliore piatto, tanto che poi e’ diventato il mio signature dish di Thanksgiving e me lo chiedono ogni anno. Ma non e’ di questo che vi parlero’. Al nostro potluck ho scoperto la sweet potato casserole!

Le patate dolci arancioni sono estremamente popolari qui, e sulla tavola di Thanksgiving arrivano sotto forma di pure’ cucinate con… marshmallows!! Ma che schifezza e’, starete pensando? E invece vi assicuro che e’ buona! Certo molto dolce, se ne mangia giusto un paio di cucchiai perche’ poi diventa stucchevole, ma il gusto e’ davvero sorprendente. Se volete provarla vi lascio la ricetta con noci pecan, per aggiungere delle croccantezza al morso, e quella vegan.

Torta al latticello: Francesca

Il mio primo incontro con i cibi tradizionali di Thanksgiving è stato un po’ traumatico, non è avvenuto con il classico tacchino da illustrazione di Norman Rockwell ma con un alimento usato come contorno: candied yams, un familiare delle patate dolci accompagnato da uno sciroppo caramellato. Ero andata a cena dal mio fidanzato americano che, credendo di farmi una cosa gradita visto il mio amore per le verdure e per i dolci, ne aveva aperto un barattolo solo per me. Credo di non aver mai assaggiato una cosa più disgustosa!

Sono passati tanti anni e nella nostra famiglia allargata io sono la persona che per il pranzo di Thanksgiving si occupa principalmente dei dolci. Conoscevo già le pies di mele, di patate dolci, di noci pecan e, naturalmente, di zucca, non avevo però mai sentito parlare di buttermilk pie, una pie fatta con il latticello, un ingrediente non popolarissimo in Italia ma fortemente presente nella cucina del sud est degli Stati Uniti.

Quando mi è stato chiesto di farla ho accettato perché mi piace riscoprire i sapori antichi della cucina tradizionalmente povera, il tipo di cucina che usa ingredienti locali e facilmente reperibili. Ormai la buttermilk pie è parte del nostro menù e ne faccio sempre qualcuna extra da portare via per i nostri familiari più avanti con gli anni. Il gusto è un po’ particolare, tende all’ acidulo, però merita di essere provata e non è difficile da preparare. Ecco la ricetta!

E voi avete dei piatti che vi hanno sorpreso e che volete condividere? Mandateci un messaggio, o commentate questo post. I migliori verranno aggiunti – e magari provati da noi!!

3 risposte a "Cenare alle 2 del pomeriggio? E certo, e’ Thanksgiving!"

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