Le bevande alcoliche e gli americani

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Arrivando dall’Italia, dove c’è un rapporto con il mercato delle bevande alcoliche abbastanza equilibrato e libero, gli Italiani hanno spesso uno shock quando si devono rapportare ai regolamenti in fatto di alcol vigenti negli USA

Sarà capitato a tutti di vedere, in un film, un personaggio che beve una birra da un sacchetto di carta. Dopo 3 anni qui, posso dire che il 90% di quello che si vede nei film, generalmente è vero! In effetti, se compri una birra, ti viene servita in un sacchetto che ne cela il contenuto, perché non è ammesso bere alcol per la strada.
In realtà le leggi sono diverse da stato a stato e non nego che qui in Florida le normative siano davvero blande. Terra prediletta di Spring Breaker e di trafficanti di alcol in pieno proibizionismo, ammette comportamenti che non sono tollerati in quasi nessun altro stato.

Le leggi sull’alcool negli Stati Uniti

Alcune cose per noi sono davvero assurde. Le Blue laws , o Leggi della Domenica, sono leggi che regolano, o proibiscono, la vendita di alcolici in certi orari, generalmente da sabato sera/notte fino alla domenica dopo pranzo. Teoricamente dovrebbero permettere di osservare il “giorno del signore” senza essere ubriachi. In realtà, chi vuole ubriacarsi non ha bisogno di comprarlo in questo orario, mentre è più facile che uno, invitato a pranzo la domenica mattina, non trovi una bottiglia di vino da portare agli amici, se non si è attrezzato per tempo. Ogni stato ha le sue regole, e fino a pochissimi anni fa, anche qui nel South Florida non era possibile acquistare alcol la domenica. In generale, non si fa differenza tra birra e vodka, anche se per alcuni stati viene utilizzata una normativa diversa. Qui in Florida, ad esempio, le Blue Laws comprendono anche i sex toys. In Texas, le auto (sic!).
Una volta acquistato il vostro alcol, dovete comunque fare attenzione a come lo trasportate. Se la bottiglia è sigillata, potete caricarla in macchina tranquillamente. Se la bottiglia è aperta, ad esempio una bottiglia di vino avanzata dal ristorante, deve essere trasportata RIGOROSAMENTE nel bagagliaio in modo non accessibile dall’abitacolo. In caso contrario, nel caso veniste fermati da un poliziotto, scatterebbe automaticamente la denuncia per guida in stato di ebrezza, senza neanche dover fare il palloncino. (e se, come me, avete solo un visto, sarebbe probabile anche l’espulsione dagli USA per DUI -driving under the influence).

Dipende dagli Stati, si usa DWI oppure DUI, la sostanza e’ simile e non guarda in faccia a nessuno, se avete sentito cosa e’ capitato di recente a Bruce Springsteen.

Le licenze per l’alcool nei ristoranti

Per quanto riguarda i ristoranti, contrariamente a quanto siamo abituati noi in Europa, non è così scontato che abbiano un buon vino o una birra per accompagnare il vostro pasto. Qui da me la licenza per gli alcolici è presente praticamente in tutti i ristoranti, ma, nel resto degli USA, spesso non è così. E’ tuttavia possibile, quasi ovunque, indipendentemente dalla presenza della licenza o meno, portare la propria bottiglia di vino e utilizzarla per il pasto. Talvolta viene applicato un “corkage fee” (diritto di tappo) per l’uso dei bicchieri e la disponibilità del gestore, che può andare da 5 a 100 dollari, ma nessuno vi guarderà male se portate il vostro vino pregiato o lo champagne millesimato al ristorante, anche se questo è presente sul loro menù. A seconda delle normative, potreste anche dover essere “obbligati” a portare via l’avanzo, perché il locale non ha la licenza per conservare alcol aperto.

Un’altra cosa che colpisce molto, almeno chi non è cresciuto con queste limitazioni, è che, al supermercato la rivendita di liquori è divisa dall’area vendita in cui sono presenti vino e birre. Se desiderate acquistare del rum, o del gin, infatti, dovrete entrare in un punto vendita adiacente al supermercato, ma da esso ben separato. In ogni caso, tenete presente che dovrete sempre presentare la vostra carta d’identità/patente per ogni acquisto di alcolici che effettuerete, anche se è ovvio che la vostra età ha superato di gran lunga i 21 anni. E, acquistare birre o vino, con il servizio “spesa a casa” vi costerà un surplus del prezzo base, sia in termini di “mancia” che nei costi di consegna.

A dispetto di queste normative, che sembrano atte a dissuadere dal consumo e abuso di alcolici, agli americani piace bere. Sicuramente in modo molto differente da come facciamo noi. In questi anni, ho visto mamme agli allenamenti di calcio dei pargoli con lattine di prosecco, bicchieri termici pieni di bianco, o farsi un aperitivo con bicchieri (rigorosamente da 450ml) riempiti di rosè. Alle 17.30, rigorosamente in happy hour! Ho visto povere Veuve Cliquot travasate in bicchieroni termici a feste per bambini, e domeniche pomeriggio a bordo piscina a base di bottiglie di vodka da 2 litri e cranberry juice.

Se avete dei figli, infine, scordatevi di poter accedere a un bar. Quelli designati come tali, infatti, in cui si beve solo e non si mangia, non ammettono l’accesso sotto i 18 anni. Poco importa se la creatura ha 20 giorni ed è nella carrozzina col suo biberon di latte. Ha meno di 18 anni e quindi non potrete accedere. Quasi tutti gli stati hanno il limite a 18 anni per il consumo e a 21 per l’acquisto. Questo significa che, dai 18 ai 21, i ragazzi hanno la possibilità di consumare alcol sotto la supervisione dei propri genitori, mentre è ovunque illegale somministrare alcol ai figli altrui.

Questo mese, per restare in tema di alcol, vi do la ricetta della mia buonissima sangria. Io sono astemia. quindi non è nulla di troppo alcolico, ma è una bevanda gradevole per accogliere gli ospiti nelle sere d’estate e bere qualcosa di fresco in compagnia.
La ricetta viene da un ristorante di Valencia, a cui avevo chiesto se la vendevano imbottigliata e loro, mossi a compassione, mi diedero la ricetta:

Sangria valenciana

Photo by Toni Cuenca on Pexels.com

Ingredienti:
1 bottiglia da1,5L di sprite
1 bottiglia da 750mL di vino rosso, tipo chianti
150 mL di Gin
150 mL di Brandy
150 mL di Martini rosso (o bianco)
Due arance
chiodi di garofano, almeno 20/30
una stecca di cannella
4-5 cucchiai di zucchero semolato
frutta fresca di stagione, a pezzi grossi: fragole, pesche, frutti di bosco, ananas, melone e cocomero

Almeno 12 ore prima, mettete in frigo la bottiglia di Sprite e il vino.
Tagliate a metà una arancia e infilzatela coi chiodi di garofano, in modo decorativo.
Qualche ora prima di servire, mettere in una grossa ciotola o in un dispenser per bevande da 4 litri, l’arancia tagliata a metà coi chiodi di garofano, la stecca di cannella e metà della frutta, mettete lo zucchero e aggiungete il gin, il martini e il brandy.
Lasciate al freddo fino all’ora di servire. Completate con una bottiglia intera di Sprite, il succo dell’altra arancia e il vino rosso. Regolate di zucchero, se necessario, e aggiungete la frutta fresca rimasta.
Servite immediatamente, assicurandovi che resti sempre ben fredda.
Potete usare ghiaccioli di plastica, frutta congelata o adagiate la ciotola su un letto di ghiaccio tritato in modo da non annacquare la bevanda.

Enjoy!

Elena, Florida


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