John Henry – Un eroe americano

Ogni civiltà antica, ha una propria mitologia in cui si avvicendavano Dei, semi-dei, eroi. Ma gli Stati Uniti? Può un Paese nato solo da pochi secoli aver creato dei personaggi mitici? Sì, anche se forse è più corretto parlare più di folklore che di mitologia, anche gli Stati Uniti hanno creato alcune figure eroiche e leggendarie legate soprattutto alla loro nascita e ai loro valori. Ad esempio Paul Bunyan, Johnny Appleseed, Pecos Bill e John Henry.

Chi era John Henry

John Henry è uno degli eroi più noti del folklore americano, o meglio del folklore afro-americano. Era un uomo di colore che visse in schiavitù sin dalla nascita e che acquisì la libertà solo al termine della guerra civile.
Una volta libero trovò lavoro come “steel driver”, uno di quegli operai che dovevano spingere con un grande martello delle punte di acciaio nelle rocce per poter inserire delle cariche esplosive per la costruzione di gallerie sotto le quali far passare la linea ferroviaria. John Henry era adatto a quel lavoro perché era uno degli uomini più forti al mondo e fu era di grandissimo aiuto per le compagnie ferroviarie che in quei tempi costruivano sempre più ferrovie per unire l’est all’ovest.

John Henry, che divenne celebre per sua forza, dedizione al lavoro e anche per il suo martello, contribuì a costruire lunghi tratti di ferrovia ma un giorno dovette fermarsi ai piedi di una montagna. I responsabili della rete ferroviaria valutarono il da farsi. Sarebbe stato troppo costoso aggirare la montagna e decisero di passarci attraverso scavando una galleria sotto la quale far passare la ferrovia. John non si tirò indietro e iniziò a scavare a mani nude per oltre un miglio seguito dai suoi compagni molti dei quali purtroppo morirono per la fatica.
Quando arrivò a metà galleria, un signore ben vestito si presentò alla compagnia ferroviaria alla quale propose la vendita di una una perforatrice a vapore, una nuova macchina rivoluzionaria, precursore del moderno martello pneumatico.
“Questa macchina,” disse “può fare il lavoro di ben 12 uomini”.

John ebbe la sensazione che la macchina avrebbe potuto sostituire i lavoratori nel prossimo futuro rendendoli disoccupati o senzatetto e sarebbe stata un bel guaio per i suoi compagni che avevano da poco conquistato la libertà. Si discusse sull’utilità di una macchina perforatrice e su quella della forza umana e venne proposta una sfida: Se John fosse riuscito ad uscire dall’altra parte della montagna prima della macchina perforatrice, il proprietario la avrebbe regalata alla compagnia ferroviaria.
La sfida fu dall’esito incerto e durò per molte ore. Tutti aspettavano con ansia dall’altro lato della montagna, curiosi di chi fosse uscito per primo.

Ma a un certo punto la macchina si fermò. Gli altri lavoratori che avevano visto cedere gli ingranaggi della macchina corsero in avanti per andare a dire a John di fermarsi perché aveva vinto la sfida ma le polveri alzate dal lavoro incessante dello stesso John gli impedirono di raggiungerlo. John continuò a scavare fino ad uscire dall’altra parte accolto dalle grida di gioia dei suoi compagni. Una volta fuori, però, il cuore di John cedette e cadde a terra stremato. Morì poco dopo con il martello ancora nella sua mano.

Torno a vivere in America

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