Le elezioni di mid term in USA

Mi sembra ieri che finivano le votazioni per il presidente USA e  fra pochi giorni, l’8 novembre 2022, gli statunitensi saranno chiamati di nuovo alle urne per le elezioni di Mid Term, che si preannunciano molto importanti per il futuro del senato (Senate) e della camera dei deputati (House of representatives) oltre che per le elezioni dei governatori.

Pensate che tutti i 435 deputati in queste elezioni cambieranno (o verranno riconfermati) , e 35 dei 100 senatori. Il risultato potrà essere una rivoluzione dello stato attuale in cui la House è democratica, mentre nel senato c’è la totale parità (che pende dalla parte democratica quando arriva il voto del vice presidente (democratico) Kamala Harris.

Anche 39 dei governatori sono in lizza per la rielezione.

Che l’assetto del parlamento cambi direzione è quello che si augurano i Republicani che avevano la maggioranza prima delle elezioni del 2020, mentre i Democratici sperano che la bilancia del voto penda dalla loro parte  anche a causa dell’abolizione, avvenuta a fine giugno scorso, della legge federale che tutelava la possibilità di abortire alle donne americane nota come Roe versus Wade da parte della corte suprema americana a maggioranza conservatrice, republicana.  Se avete seguito le discussioni seguite alla sua abolizione saprete che la maggior parte degli stati, al cui livello si devono promulgare le leggi anche sulla salute, ha di fatto impedito l’aborto, anche in caso di stupro, incesto e pericolo di vita per la madre, instaurando leggi molte volte vecchie di centinaia di anni, come se il mondo e i diritti delle donne non fossero cambiati da allora.

Nonostante le idee politiche, la maggioranza delle donne americane sono per una qualche forma di aborto tutelato e su questo argomento si basano molte delle campagne elettorali dei candidati democratici, che sperano nel voto massiccio delle donne, spinte anche a cambiare idea politica a causa della rimozione di un diritto fondamentale, mentre per i republicani i cavalli di battaglia rimangono la regolazione dell’immigrazione, l’inflazione e l’economia che viene vista come molto peggiorata negli ultimi due anni.

Negli Stati Uniti si vota in maniera diversa che in Italia, dove alle elezioni viene completamente cambiato il Parlamento. Qui i senatori rimangono in carica sei anni, mentre due sono gli anni in cui rimane in carica un deputato della House of representatives.

Queste elezioni di Mid Term (cioè a metà del mandato presidenziale) sono particolarmente importanti perchè un presidente che ha il parlamento contro, non può fare in pratica niente.

Questo continuo cambio fa bene? Secondo i cittadini sì perchè rende tutti più responsabili delle proprie azioni. Il rapporto dei cittadini con i loro rappresentanti è molto diretto e per qualsiasi problema si può scrivere direttamente al deputato o al senatore e questi rispondono, non c’è quell’aura di lontananza e intoccabilità che si vede purtroppo in altri paesi dove i nomi e le facce dei politici sono sempre le stesse.

Cambiano i nomi, cambiano gli equilibri tra i partiti, ma quello che non cambia mai è la data delle votazioni: si vota di martedi, il giorno dopo il primo lunedi di novembre.

Ne conoscete la ragione?

Ve ne parlo nel mio post di questo mese.

Claudia, Un’alessandrina in America

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Posted in USA

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