La storia di una leggenda: Elvis Presley

“Da piccolo, ero un sognatore. Leggevo i fumetti e diventavo l’eroe della storia. Guardavo un film e diventavo l’eroe del film. Ogni sogno che ho fatto si è avverato un centinaio di volte”. Elvis Aaron Presley nacque in una casa di due stanze a Tupelo, in Mississippi, nel 1935.
Suo fratello gemello, Jessie Garon, nacque morto, lasciando crescere Elvis come figlio unico.
Il padre lavorò come falegname, agricoltore e operaio di fabbrica per sostenere la famiglia, ma non ebbe successo in nessuno dei suoi lavori. 

Cresciuto in un ambiente povero e religioso, Elvis era molto timido e particolarmente attaccato a sua madre. Occasionalmente, era anche vittima di bullismo da parte dei compagni di classe che lo consideravano un “figlio di mamma”. Scoprì l’abilità nel canto quando era uno studente di scuola elementare e iniziò a cantare con il coro della sua chiesa locale. 

Ricevette la sua prima chitarra come regalo di compleanno quando aveva circa dodici anni e imparò a suonare da solo, anche se non sapeva leggere la musica.  Continuò a partecipare a numerosi concorsi per talenti sia a Tupelo che a Memphis, dove si trasferì con i suoi genitori all’età di 13 anni.

Le prime canzoni di Elvis

Dopo il diploma nel 1953, Elvis iniziò a lavorare come camionista per pagare lo studio di registrazione di Memphis e iniziare a registrare le sue canzoni. Le prime due che incise erano due ballate che volevano essere un regalo alla sua amata madre. Elvis raggiunse la vetta delle classifiche musicali nel 1955 e fu universalmente soprannominato il “Re del Rock ‘n’ Roll”.

Vita di Elvis, the King of Rock

Il suo impatto sulla cultura popolare americana fu enorme, poiché influenzò il modo di vestire, le acconciature e persino il comportamento dei giovani dell’epoca. Le ragazze adolescenti divennero isteriche per le sue rotazioni palesemente sessuali, e spesso alle telecamere non era permesso di filmare sotto la sua vita.

Elvis ebbe un successo immediato anche in televisione e nei film.

Pian piano la mamma di Elvis iniziò ad odiare il successo di suo figlio, poiché significava condividere il suo amato ragazzo con innumerevoli altre persone.

La donna iniziò a bere per sedare la sua grave e crescente depressione e negli ultimi anni della sua vita, disse agli amici che desiderava che la sua famiglia “potesse semplicemente tornare a essere di nuovo povera”.

Mentre Elvis prestava servizio nell’esercito, venne colpito dalla peggiore tragedia della sua vita.
Il suo arruolamento aveva gettato sua madre nella tristezza e nello sconforto totale, poiché ne era terrorizzata.

Iniziò a bere e ad ingrassare molto.

A Elvis non fu permesso di telefonarle per le sue prime due settimane di servizio, e quando finalmente riuscì a chiamarla, i due trascorsero un’ora a piangere insieme al telefono. 

Nell’agosto del 1958, all’età di 46 anni, sua madre fu colpita da epatite. 
Elvis chiese un permesso di emergenza per farle visita e due giorni dopo, l’amata madre morì per insufficienza cardiaca. Secondo quanto riferito, il 23enne Presley rimase così sconvolto e devastato che cercò di gettarsi nella tomba dopo di lei.

La loro relazione era talmente stretta che anche nella sua età adulta, Elvis usava il “baby talk” quando parlava con lei.

Nel 1959, mentre a 24 anni stava prestando servizio all’estero in Germania, Elvis incontrò la sua futura moglie Priscilla, all’epoca quattordicenne, con cui si sposò 8 anni dopo.

Da questo matrimonio, nel 1968 nacque Lisa Marie, la quale in età adulta, sposò Michael Jackson e successivamente l’attore Nicholas Cage.

Sembra che quest’ultimo sia stato l’unica persona al di fuori della famiglia immediata di Presley ad aver mai visto la camera da letto di Elvis a Graceland.

Elvis Presley era patologicamente attaccato alla mamma, la morte di quest’ultima spezzò il suo cuore e una parte di lui morì insieme a lei. Per tutti i successivi 19 anni di vita senza madre, Elvis soffrì incommensurabilmente, perdendo in lei l’unica persona che lo capiva veramente. Né la musica, né l’amore delle donne e di milioni di fans, né gli antidepressivi, dai quali passò alla droga, riuscirono a salvarlo da uno stato di ansia e depressione.

È stato teorizzato che la morte della mamma fu la ragione principale per cui Elvis morì 19 anni dopo di lei.

Entrambi morirono poco dopo i 40 anni per un attacco di cuore ed entrambi presero molto peso.

Si dice che Elvis non riuscisse a fare sesso con una donna che aveva partorito e che non abbia mai più fatto sesso con Priscilla dopo la nascita della loro figlia. Allo stesso tempo Elvis era un donnaiolo, gli piacevano le donne molto giovani e aveva numerose relazioni adultere di cui tutti sapevano, inclusa sua moglie. Anche lei di conseguenza lo tradì con due uomini, ma Elvis fu colto alla sprovvista dalla decisione di Priscilla di divorziare da lui. Il suo ego era molto fragile e sebbene trascurasse la consorte, la decisione di lei di lasciarlo lo ferì. 

Elvis aveva sbalzi d’umore e soffriva di depressione e di insonnia.

Era bulimico, pigro, passivo e autodistruttivo e sembra che rimanesse a casa tutto il giorno con le tende chiuse.

La sua dipendenza dalla droga iniziò durante i suoi due anni di servizio nell’esercito degli Stati Uniti quando prestò servizio in Germania. 
Iniziò ad assumere le pillole che venivano date ai soldati per tenerli svegli.

Aveva un appetito incontrollabile e invece di adottare una dieta sana per aiutarsi a perdere peso, seguì pericolose diete drastiche, durante le quali mangiava solo pompelmo e melone. 

Secondo quanto riferito, prese sedativi per dormire di più e mangiare di meno, aderendo alla “dieta della bella addormentata”.

Si mise persino in coma indotto per impedirsi di mangiare.

Elvis amava le colazioni abbondanti, complete di salsicce, pancetta, uova, patate fritte, panini fatti in casa e caffè. Il cantante è notoriamente associato a un sandwich ripieno a base di banane affettate o schiacciate, burro di arachidi e pancetta racchiusi fra due fette di pane tostato, poi cotto su una piastra o in padella nel burro.

Si dice che una volta, Elvis sia volato da Memphis a Denver solo per un enorme panino Fool’s Gold Loaf, che consiste in una pagnotta burrosa di pane francese svuotato. contenente burro di arachidi, confettura d’uva e bacon.

Negli ultimi anni prima della sua morte, Elvis fu assistito da un’infermiera privata di nome Letetia.
Nel 1976, era gravemente sovrappeso e soffriva di glaucoma e sindrome dell’intestino irritabile causati dall’abuso di droghe.

Il suo problema fu quello di non vedere il male e la sua introduzione alle anfetamine durante gli anni nell’esercito, fece sì che le considerasse semplicemente medicine. Sentiva che prendendo certi farmaci da un dottore, non fosse il drogato comune di tutti i giorni che prendeva qualcosa dalla strada. Alla fine estese lo stesso atteggiamento a una serie di altri farmaci da prescrizione e aveva a sua disposizione un cocktail di anfetamine e oppiacei che utilizzava per essere riportato indietro negli anni.

Negli ultimi giorni della sua vita, Elvis appariva profondamente solo e affamato di una vera connessione.
Secondo quanto riferito, sentiva di non avere veri amici a parte la sua infermiera, e si struggeva per la sua ex moglie Priscilla.

L’infermiera Letetia dichiarò: “Era depresso per l’invecchiamento e per non avere una donna che amava. Priscilla gli mancava”.

Lunedì 15 agosto, Elvis trascorse la serata guardando la TV, giocando con Lisa Marie e litigando con la fidanzata Ginger Alden.

Era agitato per l’imminente concerto e Ginger non aveva voglia di seguirlo in tournée.

Poi andò dal suo dentista e tornando a casa, salutò i fan al rientro a Graceland e gli venne scattata l’ultima foto da vivo.

Più tardi Elvis chiamò il suo medico per chiedere antidolorifici, presumibilmente per il dolore ai denti che stava sopportando a causa della sua precedente visita dal dentista e della fine dell’effetto dell’anestesia. Una volta prese le pillole e sebbene fosse ormai notte, Elvis giocò a squash con suo cugino e si sedette poi al suo pianoforte per eseguire un paio di canzoni. Il dolore al dente non passava ed Elvis non riuscendo a prendere sonno, continuò ad ingoiare altre pasticche.

Verso le 7 del mattino, Elvis decise finalmente di salire nella sua camera e alle 9.30 andò in bagno per continuare a leggere un libro che lo stava appassionando e per non continuare a disturbare Ginger che nel frattempo, cercava di appisolarsi.

La fidanzata gli disse :”Mi raccomando Elvis, non ti addormentare in bagno”.
E lui le rispose “No, non lo farò.”.
Furono le sue ultime parole.

Qualche ora dopo, Ginger si svegliò e si accorse che Elvis non era a letto, si riaddormentò per qualche minuto. Più tardi andò alla porta del bagno, bussando piano e chiamando il nome del fidanzato. Non ottenendo risposta, aprì la porta e scoprì Elvis sdraiato sul pavimento, con i pantaloni dorati del suo pigiama intorno alla base dei suoi piedi e il viso sepolto in una pozza di vomito sulla spessa moquette. Il viso di Elvis era gonfio e violaceo, la lingua era scolorita e sporgeva dalla bocca, i bulbi oculari erano rosso sangue.

Ginger chiamò freneticamente aiuto e mentre i soci di Elvis cercavano di fare qualcosa, all’improvviso in mezzo a tutto questo, arrivò Lisa Marie (non aveva ancora dieci anni) che urlò: “Cosa c’è che non va nel mio papà?” 

Elvis venne dichiarato morto alle 15.30 del 16 agosto 1977.

Sulle scale di Graceland, il padre del cantante disse ai giornalisti riuniti: “Mio figlio è morto”.

Al momento del decesso Elvis pesava circa 158 kg e l’autopsia rivelò che nel suo corpo c’erano quattordici sostanze chimiche diverse, di cui dieci sopra i limiti tollerabili dal fisico umano.

Il giorno della morte di Elvis fu quello con più ordinazioni di fiori nella storia degli Stati Uniti.
In occasione del funerale, furono inviate più di 3100 composizioni floreali al cimitero di Forest Hill, dove la salma fu sepolta e dove quella della madre venne spostata dalla sua tomba originale per unirsi a lui.

Diversi mesi dopo, ci fu un presunto tentativo di manomettere la tomba e così entrambi i corpi furono trasferiti nel Giardino della meditazione a Graceland.

Quest’area venne fatta costruire nel 1965 da Elvis, come luogo di contemplazione e rifugio privato. Oggi nel Giardino della meditazione sono sepolti Elvis, sua madre, suo padre e sua nonna. C’è anche un memoriale per il fratello gemello del cantante, morto alla nascita.

Una fiamma eterna racchiusa in un contenitore di vetro esagonale si trova sulla testa della tomba di Elvis.

Suo padre fu l’ultimo a rendergli omaggio durante il funerale, baciando la bara e ripetendo “Papà sarà presto con te”. In effetti l’uomo seguì suo figlio rapidamente, morendo due anni più tardi.

Sin da quasi subito dopo la sua scomparsa, iniziarono a circolare storie che dicevano che Elvis, stanco della vita sotto i riflettori, avesse finto la sua morte. Una di queste, ipotizzava che Elvis fosse diventato un collaboratore segreto di indagini governative. Questa leggenda ebbe origine dalla visita alla Casa Bianca del 1970, che il cantante fece al presidente Nixon. La voglia di Elvis di incontrarlo, nacque in realtà per un suo capriccio: amava collezionare i distintivi della polizia e ne possedeva diversi, collezionandoli nei dipartimenti delle varie città a cui faceva visita durante i suoi tour. Voleva ardentemente un distintivo speciale del Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs da aggiungere alla sua collezione personale e lo chiese espressamente a Nixon che glielo fece procurare immediatamente. L’incontro fu stranamente divertente e la fotografia scattata per l’occasione, è la più richiesta dagli archivi nazionali degli Stati Uniti, un oggetto più ambito delle copie della Costituzione.

via Time

Due decenni dopo, in un’intervista televisiva del 1990, Nixon ricordò l’incontro: “Era molto appariscente. Non sapevo molto di lui, tranne quello che avevo letto. Era un uomo molto timido. Lo sgargiante copriva la timidezza. Era un uomo molto sincero e onesto”.

Sabrina, Dodo e Mimi alla scoperta dell’America


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