Gli americani i domestic pets

Ho iniziato ad accarezzare l’idea di prendere un cane, dopo il primo inverno passato a -20 gradi in quasi totale solitudine con la mia famiglia. Siamo sbarcati in USA a inizio estate, e dopo circa 4 mesi passati tra grigliate, piscine, laghi ed escursioni, sono andata in crisi perché si va in letargo fino almeno a primavera inoltrata, quindi quasi fino a maggio. Si esce solo per fare la spesa e andare a lavoro e poco più, e dire si esce è un eufemismo perché la macchina è parcheggiata praticamente “in casa”.

Uno dei pochi tratti che si fa all’aperto è nel parcheggio del supermercato, quindi avevo pensato di prendermi una compagnia in più quando tutti erano a scuola o a lavoro. Non mi ero documentata su molti aspetti che davo per scontati ma sui quali mi sono dovuta ricredere presto.

Sia chiaro, io parlo della mia esperienza personale, sicuramente altre persone qui avranno avuto situazioni diverse dalle mie, e ne sono ben felice per loro e per i loro quattro zampe. Dunque, dicevo, avevo già una gatta portata dall’Italia che non aveva notato grandi differenze, se non l’essere passata da 100mq all’11esimo piano in città a 300 al piano terra in aperta campagna, e il mettersi alla finestra a vedere decine di animali fuori e non poterli prendere. Anche io non avevo notato grosse differenze rispetto all’Italia. salvo in caso di dimenticanza di una porta aperta e il mio conseguente patema d’animo in attesa del suo ritorno (sperando ogni volta che non venga arrotata visto che qui le case non sono provviste di recinzione alcuna, cosa comunque che non preoccuperebbe sicuramente un gatto…), e non lasciandola mai in pensione quando andiamo via. Ma se andiamo a analizzare più a fondo ce ne sono anche per i gatti…

Thea, arrivata a casa nostra da pochi mesi, iniziava a capire che avrebbe dovuto avere mooooooolta pazienza…

Per prima cosa, è molto difficile trovare una toelettatura per gatti, quasi tutti lavano e imbellettano (non sempre, anche in questo è necessario un attento esame preventivo…) solo i cani. I gatti essendo autopulenti nessuno se li fila… e quando la trovi, devi lasciare l’animale per quasi 6 ore e quando lo recuperi, spesso hai la sensazione che non abbia ricevuto il trattamento richiesto ma per il quale hai pagato una cifra considerevole (almeno per me che a Torino non pagavo quasi mai più di 20 euro e qui mai meno di 35 dollari…).

Per ovviare ai problemi che intervengono ai cambi di stagione come l’aumento di caduta del pelo che con una semplice spazzolata non si risolve granché, si trovano in commercio centinaia di prodotti chimici per pulire i carpets in case dove spesso l’apertura delle finestre é una cosa sconosciuta, non dovendo far uscire i pinguini che si insediano ogni estate con l’accensione dei sistemi di condizionamento.

Ho poi scoperto la becera, per fortuna decaduta, pratica di togliere le unghie ai gattini appena nati (sì, avete capito bene…togliere… eradicare… non semplicemente tagliare…) per evitare che potessero graffiare e soprattutto rovinare il “prezioso” carpet. Come dicevo ora per fortuna questa tortura non si attua più, ma, proprio per questo motivo è molto difficile trovare una casa in affitto se hai un gatto, perché una delle prime domande che viene posta dal realtor è se il gatto ha le unghie, dopo di che la seconda è relativa al peso della bestiola, perché se corre e pesa troppo – e devo ancora capire quanto sia il troppo in quanto la mia è 3.5kg e mi rispondevano sempre che non andava bene… – potrebbe rigare il pavimento. In ultima battuta, viene chiesta la sterilizzazione perché non vogliono cucciolate casalinghe.. A questo punto, se avete superato l’esame, siete pronti a trasferirvi (o a prendere un gatto “ex novo”) nella casa in affitto con il trattorino ronfante…

Ora viene il bello… che un animale sia una spesa si sa, ma, sempre nella mia esperienza, comparando quanto spendevo in Italia per Thea (questo il nome della mia quarta bimba, più pelosa delle 3 che ho partorito…) ogni volta che andavo via da casa per un periodo, qui ringrazio di aver trovato dei vicini che vengono a prendersene cura giornalmente e che “ripago” con pasta, pizze e dolcetti fatti in casa… perché se a Torino quando spendevo tanto erano 7 euro al giorno cibo compreso, qui il minimo che ho trovato sono stati 15 dollari (per arrivare anche a 30…) portando tutto da casa. Auguriamoci poi che l’animale non stia mai male, perché allora conviene pensare da subito a un’assicurazione che copra le eventuali spese di ricovero… questo vale anche per l’Italia, certo, ma quando parlo delle spese ordinarie che affronto con Thea (come ad esempio un vaccino…) alla mia amica veterinaria italiana, lei ogni volta pensa sull’eventualità di trasferirsi qui (come molti altri professionisti amici miei tipo infermieri, medici, e, soprattutto, avvocati… nonostante il dover ristudiare da capo…).

Nonostante questo, riporterei con noi Thea altre 1000 volte, non potrei immaginare di venire qui lasciandola con altri per non riprenderla più e ogni volta che volo in Italia mi piange il cuore a lasciarla sola in casa anche se ben accudita… ma quando si prende un animale non bisogna solo pensare che è carino ma che è spesso anche molto caro…

Ora, curiosi di sapere se ci sono differenze per i cani? Beh, stay tuned allora… alla prossima!!

Chiaramente Kyara


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