Lavorare in ufficio in America

Oggi vi vorrei portare con me nel mondo del lavoro d’ufficio in America.

Premetto che questo post si basa solo sulle mie esperienze personali tra New York e il Connecticut e che in Italia, se escudo un paio di brevi esperienze, non ho mai lavorato. Quindi posso scrivere degli Usa ma eventuali similitudini e differenze con l’Italia può farle meglio chi, tra voi lettori, lavora nello stesso ambito in Italia.

Ma veniamo agli Usa, dove lavoro da quasi 20 anni. Iniziamo dalla ricerca di lavoro. 

RESUME:

Ogni volta che ho mandato un resume (CV) in America mi hanno quasi sempre risposto, anche quando ho inviato una candidatura spontanea. Un’email anche solo per dirmi “Grazie per il Resume ma al momento non ci sono posizioni aperte” l’ho sempre ricevuta. In realtà ho notato che negli anni recenti rispondono meno. Ma la percentuale di risposta direi che è sui 60%-70%. 

Sul resume nessuno mette la data di nascita anche se ovviamente tramite i social un potenziale datore di lavoro può facilmente risalire alla vostra età.

COLLOQUIO:

Il colloquio di lavoro in America mi piace perché senti che sei lì “da pari a pari”. Non vai col cappello in mano e con la sensazione che chi ti sta di fronte ti stia facendo un favore ad ascoltarti e ancora di più ad offrirti un lavoro. È vero, tu hai bisogno di un lavoro ma anche chi ti sta di fronte ha bisogno di un lavoratore e anche se è un importante dirigente d’azienda non si atteggia Dio sceso in terra. Ho sostenuto ad esempio un colloquio da Starbucks sorseggiando una tazza di caffè gentilmente offerta dal potenziale datore di lavoro. Io ultimo degli scappati di casa e lui importante amministratore delegato. E quando arrivò una telefonata rispose disse di richiamarlo più tardi perché era impegnato in una conversazione importante. Ricordo ancora uno dei miei colloqui in Italia quando il capo di una piccola azienda ricevette una telefonata. Ovviamente rispose e parlò a questo suo amico per mezz’ora con me li costretto ad ascoltare i suoi fatti personali, anche cosa aveva fatto la sera prima con una ragazza in un locale (tradendo la moglie).

CONTRATTARE LO STIPENDIO:

Al colloquio parlare di stipendio non è tabù. Io lo chiedo anche prima ancora di andare al colloquio, almeno la cifra approssimativa che hanno in mente, per avere un’idea. Devo dire che è un po’ cambiato negli ultimi anni. Tempo fa molte più aziende inserivano la cifra dello stipendio già sull’annuncio di lavoro. Ora o non scrivono niente o in rari casi inseriscono una cifra variabile in base all’esperienza. 

Comunque al colloquio si può “contrattare, certo con delicatezza e con un certo margine e solo quando hai capito che sono davvero intenzionati ad assumerti, ma si può fare. È quasi normale. 

Elementi da non trascurare e da chiedere in fase di colloquio a parte lo stipendio sono i giorni di vacanza, e i benefit come bonus, assicurazione e 401K. Ogni compagnia offre, o non offre, determinati benefit.

Continua a leggere sul mio blog.

Torno a vivere in America


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