C’è posta per voi

Una comune cassetta delle lettere statunitense. (Photo by Elizaveta Kushnirenko on Unsplash)

Mi vergogno un po’ ad ammetterlo ancora oggi, ma mi ci è voluto più di un anno di vita negli Stati Uniti d’America prima di scoprire a cosa servisse la levetta rossa osservabile anche nell’immagine sopra e presente in tutte le cassette delle lettere posizionate nei frontyard delle case americane, le cosiddette “indipendent houses”.
Eppure, le ho viste infinite volte, disseminate tra i Topolino che ho divorato durante l’infanzia, i cartoni animati di Hanna & Barbera e gli innumerevoli film ambientati negli Stati Uniti.

La scoperta è stata del tutto casuale e non ne ricordo neanche più le circostanze. So solo che inizialmente non immaginavo nemmeno che quella cosa rossa fosse una leva manovrabile. O forse pensavo semplicemente che servisse per aprire lo sportellino della cassetta e prelevare la corrispondenza.
Boh?

Ora che ho capito a cosa serve, però, non riesco a smettere di chiedermi perché in Europa – ma sarebbe sufficiente anche soltanto in Italia – non abbiamo mai pensato di adottare lo stesso sistema.

Provo a farmene una ragione nel mio prossimo post, dove, ammesso che non lo sappiate già, potrete anche voi scoprire la funzione della leva rossa delle mailbox americane.
Perché mica speravate che ve lo rivelassi ora, qui, su USA Coast to Coast, vero?

Troppo facile, così.
Come se iniziaste a leggere un libro giallo e scopriste il colpevole leggendo la prima pagina del libro.
Che gusto c’è?

Facciamo così: immaginate che vi stia spedendo una lettera cartacea dalla Florida, in cui è contenuta la risposta a questo misteriosissimo mistero. Aspettate il suo arrivo nella vostra buca delle lettere, come si faceva una volta. Vedrete che l’attesa sarà ben più sopportabile.

Allora io corro a imbucare la lettera, voi andate pure a controllare, cliccando su “Caro amico ti scrivo” e… buona lettura!

Pietro, Provenzano’s blog

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Pubblicato da pietroprovenzano

Scrittura, Comunicazione, Web: tre passioni che, ad un certo punto, sono diventate un lavoro (Web Content Manager/Copywriter), per conto di una web agency torinese, per la quale ho curato la parte SEO e SMO dei clienti, occupandomi di Social Media Strategy e costruzione di ecosistemi digitali. Ma la vita è sempre piena di sorprese, incontri inaspettati, circostanze impreviste, scelte giuste e scelte sbagliate. Sicché, impegnato tra un progetto e l'altro, ecco che ora mi ritrovo a vivere sull'altra sponda dell'Oceano Atlantico, a svolgere un lavoro totalmente diverso, nel campo della ristorazione. Una storia lunga. Talmente lunga, che ho deciso di raccontarla nel libro: "Tirati su, sei un budda anche tu", le cui vendite su Amazon.it stanno contribuendo ad aiutare un orfanotrofio del Nepal. Se volete saperne di più… Un cambiamento drastico, dunque. Ma come si può notare, è rimasta a farmi compagnia la mia prima passione, quella di sempre, che non mi abbandonerà mai: la scrittura :-)

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