La storia della Barbie

Il 9 marzo del 1959 nasceva la Barbie. Ruth Handler fu l’inventrice americana creatrice dell’iconica bambola, che prende il nome da sua figlia Barbara.

Ruth nacque a Denver nel 1916 e sposò il suo fidanzato del liceo, Elliot Handler, nel 1938.

Con Harold “Matt” Matson, Elliot creò un’officina nel 1945 il cui nome commerciale “Mattel” era una combinazione delle lettere dei loro nomi. 

Matson vendette presto la sua quota dell’azienda e così Ruth ed Elliot presero il pieno controllo. 

I primi prodotti di Elliot furono le cornici e successivamente iniziò a realizzare mobili per le case delle bambole. 

La Mattel passò quindi a fare nient’altro che giocattoli.

Nel 1959, Ruth creò la bambola Barbie, dopo aver osservato sua figlia e gli amici giocare con le bambole di carta, immaginando ruoli di studenti universitari, cheerleader e adulti con una carriera. 

Durante un viaggio di famiglia in Svizzera, Ruth vide una bambola di fabbricazione tedesca (oggetto da collezione, non destinata alla vendita ai bambini) e ne acquistò una che successivamente utilizzò come base per il suo design per Barbie, che presentò durante l’annuale Toy Fair di New York il 9 marzo 1959. 

La nuova bambola in 3D con un corpo adulto era molto diversa dalle bambole per neonati e bambini che erano popolari all’epoca e indossava un costume da bagno a righe, una coda di cavallo bionda e un rossetto rosso.

Il primo fidanzato della bambola Barbie, la bambola Ken, debuttò due anni dopo, nel 1961.

Nella vita reale Barbie e Ken erano fratello e sorella e infatti le due bambole prendono appunto il nome dai figli della coppia Handler: Barbara e Kenneth.

Ruth creò una storia personale per la primissima bambola che si chiamava Barbie Millicent Roberts ed era una modella adolescente del Wisconsin.

Oggi invece, la bambola è stata realizzata in tantissime versioni legate a oltre 125 carriere diverse, tra cui quella di presidente degli Stati Uniti.

Dopo aver combattuto il cancro al seno e aver subito una mastectomia nel 1970, Ruth esaminò il mercato per una protesi mammaria adeguata. 

Delusa dalle opzioni disponibili, iniziò a progettare un seno sostitutivo più simile a uno naturale. 

Nel 1975, ricevette un brevetto per Nearly Me, una protesi realizzata con un materiale simile per peso e densità a quello del seno naturale.

Sabrina, Dodo e Mimi alla scoperta dell’America


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