Chi ha detto che in Texas fa sempre caldo?

Questa mattina, esattamente come un anno fa, ci siamo svegliati sottozero, con una fitta pioggia di ghiaccio che picchiettava sulle finestre. Non eravamo impreparati, ovviamente: da giorni i telegiornali, i blogger, le agenzie di stampa e chiunque avesse un canale di comunicazione aperto sul mondo sciorinava bollettini da Armageddon, profezie e ammonimenti. Per quattro giorni, infatti, il nostro Texas (ma non solo) è investito da un Winter Storm che porterà le temperature ben sotto la media, intorno ai -7. 

Da queste parti l’Apocalisse viene presa molto sul serio. Infatti ieri pomeriggio le file ai supermercati erano inquietanti. In momenti come questo, la gente corre davvero a riempire le dispense (più di quanto non siano già stracolme) e tira fuori il kit di sopravvivenza. I bancali ieri erano già mezzi vuoti, in particolare quelli dell’acqua, dello scatolame e, non chiedetemi perché, della carta igienica.

In Texas di solito c’è anche una sospetta corsa alle munizioni, che non si sa mai. Tipo: se gli approvvigionamenti non arrivassero a causa del maltempo? Se le persone esaurissero le loro scorte? Se la disperazione le portasse a vagare per le case come gli zombie di World Word Z per saccheggiare i frigoriferi? Bang! Io ci scherzo sopra, ma vi assicuro che è stata proprio questa la spiegazione che mi è stata data da più di una persona. Quando c’è disordine sociale, molta gente (non tutta per fortuna) crede di dover ricorrere alla vecchia maniera per difendersi dalla violenza che ovviamente dilagherà. Del resto, il 46% dei Texani ha almeno un’arma. Almeno una.

Tornando al Winter Storm, il problema grosso da queste parti è che ovviamente non siamo attrezzati, perché qui fa sempre piuttosto caldo. Quindi l’asfalto non drena assolutamente, le case non hanno dei sistemi di riscaldamento efficaci e, soprattutto, non abbiamo guanti e cappotti. Uno dei meme che circola di più in questi giorni infatti è proprio: Texas is closed today. We’re busy trying to find our jackets.

Insomma, non siamo mica nel Montana, qui quando il panorama si sbianca c’è un fuggi fuggi generale.

Ieri sera, prima che la nuvola di ghiaccio si abbattesse sulle colline e sui deserti, le porte delle case dei Texani (e anche la nostra) si sono sprangate come nel film The Purge, e probabilmente resteranno serrate fino al rialzarsi delle temperature. Le scuole hanno comunicato la loro chiusura, gli uffici anche. In un vigile letargo, restiamo alla finestra. Il silenzio è di quelli da fiaba. Non è totale, perché in realtà non nevica, bensì piove ghiaccio, una polvere di cristallo che ticchetta di tanto in tanto spinta da gelide folate di vento.

Quello che ci auguriamo dalle nostre case semifredde, con ai piedi le babbucce della nonna, è che la corrente elettrica e l’acqua non ci abbandonino, perché l’anno scorso un po’ ce la siamo vista brutta. Ecco com’è andata, ed ecco perché un po’ di paura ce l’abbiamo anche oggi… Continua a leggere cliccando qui sotto.

Antonella, Io me ne andrei


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