Saint Martin or Sint Maarten? Il gioiello delle Piccole Antille

In questi due anni di pandemia, abitando a NY non abbiamo mai avuto la possibilità di fare un po’ di mare, quello vero, quello che piace a noi, quello che stai a mollo per ore. Non quello freddo del Nord (che avrà anche il suo fascino) ma dove non puoi neanche immergere un dito in pieno agosto….cosi finalmente abbiamo deciso di prendere un aereo e fare una vacanza ai Caraibi!!! 

La scelta non e’ stata semplice. Cercavamo un’isola senza obbligo di quarantena e un’isola non americana, perché dovevamo aggiornare il passaporto con l’uscita dagli US. E poi la voglia di tornare in Europa era cosi tanta che St. Martin è stata la prescelta!

Tutti vaccinati, tranne mio figlio di 11 anni, abbiamo viaggiato con Jetblue volo diretto da NY di circa 4 ore. E’ andato tutto liscio i test sono comunque stati richiesti sia in andata che al rientro a NY. 

Saint Martin o Sint Maarten, gioiellino dell’arcipelago caraibico, è un’isola che appartiene alle piccole Antille. È la più piccola isola abitata ed è divisa tra due stati diversi: la parte settentrionale è Francese mentre quella meridionale è Olandese. Cosicché esistono due capitali, Marigot e Philpsburg, e due lingue ufficiali.

Noi abbiamo scelto la parte Francese, ci ispirava di più’ e ci abbiamo azzeccato, a NOI e’ piaciuta tantissimo!

Abbiamo alloggiato in un condo, Princess Manon, su Orient Bay nella parte Nord-est dell’isola. Orient Bay è una delle spiagge più’ lunghe dell’isola, circa 3 km, e’ abbastanza animata ma non affollata almeno in questo periodo, la chiamano la St. Tropez dei Caraibi. L’appartamento fronte mare che abbiamo affittato era carinissimo e tutto completamente nuovo. Eh si perché’ l’isola e’ stata resa al suolo dall’uragano Irma due anni fa e quindi e’ parecchio malconcia soprattutto nell’entroterra. Le parti più’ “turistiche” sono state più o meno risistemate ma nulla e’ tornato come prima… almeno cosi ci hanno detto.

Orient Bay oltre ad avere questa lunghissima spiaggia bianca con tantissimi tiki bar, in riva al mare,  l’ultimo dei quali ha anche la spiaggia per nudisti, e’ il luogo perfetto per praticare tutti gli sport acquatici. Infatti e’ molto ventosa, a volte anche troppo!

Alle spalle della spiaggia un viale ben organizzato con bar, supermercatino un tabaccaio, (…molto europeo, con cartoline, materassini, riviste e oggettistica varia) una deliziosa piazzetta piena di ristoranti, che la sera si anima di tutte le persone che alloggiano nei vari condo e hanno la possibilità di andare a cena senza dover prendere la macchina. I condomini tutti ristrutturati hanno i tipici colori pastello delle isole caraibiche che ti fanno sentire in vacanza! 

Insomma location perfetta, un vero e proprio villaggio, super organizzato, in cui volendo si può trascorrere la vacanza senza mai doversi muovere.

Ma a noi piace girare. Così con una macchinetta siamo andati alla scoperta dell’isola, che ha ben 37 spiagge da visitare tutte molto diverse tra loro.

Il versante più bello e’ quello Ovest, sia nella parte Francese che quella Olandese. L’entroterra come vi dicevo non ha un granché’ in quanto non c’e praticamente più nulla, a parte una vegetazione rigogliosissima, animali al pascolo e qualche farm. La più famosa e’ l’area naturalistica “The Lotterie Farms Ecocenter” dove si può ammirare una variegata e spettacolare flora e fauna. Non a caso Cristoforo Colombo quando la raggiunse esclamò: “Cercavo le Indie, ho trovato il paradiso terrestre”!

Infine ci sono percorsi per arrampicarsi sulle “montagne” quali  Peak Paradise e Pelican Peak da dove ammirare l’isola a 360 gradi. Molte di queste attrazioni, sono chiuse perché’ completamente devastate. 

La povera gente vive in case precarie, e le stesse “città” Marigot e Philipsburg non sono cosi scintillanti e charmose come ci hanno raccontato fossero sopratutto quella Olandese con qualche resort, casino’ e negozio di lusso. Ma a noi sono piaciute tanto lo stesso, perché anche se un po’ decadenti hanno mantenuto il loro fascino. 

La cosa che ci ha fatto sentire a casa è che il mood dell’isola è molto rilassato: parcheggi dove vuoi, nessuno ti rompe le scatole, arrivi in spiaggia e scegli se vuoi quella attrezzata o quella no, cani liberi, calette deserte, spiagge con musica e aperitivo, insomma un po’ di tutto!

Tanta gente nell’isola ha lasciato Parigi o comunque le grandi città per vivere una vita diversa! Abbiamo conosciuto un medico con tre figli, appena trasferito da Nizza, mentre i nostri padroni di casa, due parigini doc, hanno investito in appartamenti che affittano tutto l’anno. Un bel cambio! 

St. Martin e’ molto internazionale, anche se di americani se ne vedono molto molto pochi… troppo scomoda e “sgarrupata” come isola! Niente resort da 30 piani, niente piscine e niente mall! In compenso però c’e’ il super U, supermercato nella parte francese con tutti i brand Europei… mamma mia che bello, comprare un foie gras e la baguette appena sfornata… un vero piacere!!

Anche i ristoranti a St. Martin non deludono. A Gran Case un’altra zona abbastanza popolata e rinomata per la sua spiaggia bianchissima e il mare cristallino, caratterizzata da palafitte sull’acqua, kioschetti che offrono cocktail e cucina caraibica. Qui abbiamo gustato due buonissime cene, una da Ocean 82 e l’altra dal piccolo Bistrot Caraibes, pesce fresco cucinato benissimo!

Le spiagge come dicevo sono molto diverse, alcune “private” perché ai piedi di comprensori di bellissime ville ma comunque accessibili a tutti. Una di queste tra le mie preferite,  “Baie de prune”, era un mix di rocce e soffice sabbia. Una spiaggia incontaminata, eravamo soli!

Happy Bay, che si raggiunge dopo una camminata di circa 10 minuti in mezzo a una pineta, con bellissime ville ma ancora tutte completamente distrutte. In prossimità della spiaggia si intravede un azzurro intenso e un mare spettacolare. Niente lettini ne punti di ristoro anche li, solo noi! Si narra che il nome derivi dal fatto che si andava tutti nudi su questa spiaggia.

Anse Marcel, appunto un ansa molto protetta, ottimale per le giornate ventose. Due alberghi in ristrutturazione, con ristoranti sofisticati e una piccola marina.

Passando nella parte più a Sud dell’isola, si vede un notevole cambiamento. Infatti  la zona e’ molto più commerciale e turistica e tutto si concentra soprattutto in Front Street, ricchissima di negozi, boutique e duty-free.

Il lungomare di Philipsburg che doveva essere animato da ristoranti, caffetterie ma anche tanti locali notturni, l’abbiamo trovato abbastanza desolato e sottotono, ci hanno spiegato che tutto girava intorno alle crociere che ogni giorno scaricavano migliaia di turisti, ma da più di un anno e’ tutto fermo! Very sad, tra uragano e covid speriamo davvero riescano a riprendersi!

Tra le spiagge più caratteristiche, Mullet bay, super animata, affollata, con musica e tantissimi giovani. Si perché a Saint Martin c’e anche l’università, e questa spiaggia è il luogo di incontro degli studenti nel weekend.

Maho beach con il famosissimo Sunset, locale a palafitta sul mare dove si vedono arrivare gli aerei a distanza ravvicinatissima! Fa impressione avere sulla testa un Boeing 747 che praticamente ti sfiora!

Simpson bay, la più grande, bellissima, bianchissima. Un buon punto per soggiornare!

Infine Pine Island un isolotto raggiungibile con una barchetta che parte ogni mezz’ora dove è possibile fare snorkeling. A largo di Gran Case si trova Crown Rock, altro punto interessantissimo per lo snorkeling. Lo si può raggiungere in canoa, catamarano, o jet sky. Qui si intravede la barriera corallina che piano piano si sta riformando. Abbiamo visto piccolissimi coralli e tantissimi pesci colorati.

Insomma starei qui a parlarvi per ore di tutte queste baie che mi hanno cosi colpita, perché’ mi sembrava di esplorare un’isola del Mediterraneo, più che l’atollo sabbioso tipico di molte isole caraibiche!

Buone vacanze 

Flaminia, New York


Una risposta a "Saint Martin or Sint Maarten? Il gioiello delle Piccole Antille"

  1. Wow!!! Mi hai fatto fare un salto di tantissimi anni (double digit) indietro nel tempo, quando lavoravo in Costa Crociere e l’isola faceva parte del nostro itinerario. Attraccavamo a Philipsburg e poi ci spostavamo via terra a Marigot. Bellissima isola! Bellissime le tue foto che mi hanno riportata indietro nel tempo!
    Grazie per questo post!

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