“Parents burnout”, un altro punto di vista.

Non e’ un tema facile e non voglio sminuirlo, la depressione e l’esaurimento nervoso sono cose serie e questa maledetta pandemia ha messo tanti genitori sotto una pressione fortissima e per alcuni la ripercussione e’ stata devastante. Ma non mi rivolgo a loro con questo articolo, bensi’ a tanti genitori stressati dai figli e dalle routine scombinate che hanno deragliato facendola un po’ piu’ lunga di quanto fosse necessario.

Tanti si accollano una patologia abusando di appellativi che indicano patologie serie: depressione, esaurimento nervoso etc… essere stressati non vuol dire essere depressi, tanto meno esauriti. E questo forse dovremmo imparare a stamparcelo bene nella testa.

In questo ultimo anno, tutti abbiamo sofferto e ci siamo arrabbiati piu’ del normale con i nostri figli, abbiamo capito che la pazienza e’ una grande dote e non tutti ne siamo dotati, abbiamo appreso che fare l’insegnante non e’ per chiunque e stare chiusi in casa tutti insieme e’ bellissimo fino ad un certo punto. Non bisogna trovare scuse per giustificare che questa cosa non ci piace per niente, non serve dire che siamo depressi o esauriti per giustificare che avremmo voluto dare un calcio nel sedere a nostro figlio dopo l’ennesimo capriccio senza senso o biscotto sbriciolato per casa subito dopo aver passato l’aspirapolvere. 

Siamo esseri umani. Non siamo robot… E fatevelo dire queste cose sono scemenze… Una brutta storia mi ha sbattuto di fronte agli occhi una terribile realta’ proprio mentre avevo deciso di scrivere un post sul parents burnout, un post che forse sarebbe stato come tanti altri con i soliti consigli triti e ritriti. Quello che e’ purtroppo accaduto mi ha aperto violentemente gli occhi verso un punto di vista che sfugge a tutti noi troppo spesso, … per difesa ci sfugge… e forse e’ meglio cosi’, ma ogni tanto bisogna anche forzarsi di aprire gli occhi e decidere di tenere i piedi ben saldi a terra perche’ la realta’ a volte e’ molto diversa dai pensieri che ci appannano il cervello… Nell’articolo la storia di Anthony,…

Buona lettura.

Mari Life Coach


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