Lo sport in USA, tra nuoto e calcio

Come saprete lo sport in America e’ un “must” a tutte le eta’. Si inizia a scuola con i bambini fino ai pensionati che si mantengono in forma perfetta.

Premesso che io credo fermamente nello sport, come una guida sana che accompagna i nostri figli nelle varie fasi delle loro vita, ho sempre avuto la fortuna di poterlo praticare a livello agonistico, perche’ i miei genitori, come me oggi, si sono sempre adoperati in accompagni ad allenamenti, partite e molto altro. Mio papa’ un grande sportivo, oggi e’ il primo tifoso dei miei figli e anche se da lontano, e’ sempre aggiornato sui risultati, i successi e i momenti down.

Questa passione spesso in Italia si perde nel tempo, soprattutto all’università’  dove non danno spazio allo sport come disciplina complementare allo studio, ma spesso diventa un peso e un impegno insostenibile da portare avanti, cosi si passa spesso alla palestra , alla corsa, al calcetto, alle attività’ possibili nei ritagli di tempo. 

L’agonismo e’ diverso. Ci vuole passione, costanza, disciplina e tantissimo tempo a disposizione!!! In America la possibilità’ te la danno perché’ per loro e’ una disciplina importante come le altre, anche a scuola! 

Lo sport in USA

Arrivati in America 5 anni fa abbiamo provato sulla nostra pelle il vero “commitment” come lo chiamano qui, nello sport. E’ chiaro bisogna avere i figli sportivi e predisposti altrimenti non e’ impresa semplice. Io ho due piccoli atleti che si sono ambientati alla perfezione a questo mood!

Ad oggi siamo dentro con tutte le scarpe nel calcio (qui chiamato soccer perche’ per loro il football – americano – e’ simile al nostro rugby), nel nuoto e nell’equitazione!!! Non ci facciamo mancare nulla.

Come vi dicevo c’e’ un mondo dietro a tutto questo, provini, clinic lesson (lezioni private), scholarship e come sempre chi più’ ne ha più ne metta!

Mia figlia nuota per una squadra di nuoto qui a NY. Certo venendo dalla Florida il passaggio non e’ stato semplice visto che li nuotavano 365 giorni l’anno all’aperto, una pacchia per i nuotatori! Quest’anno con il Covid le piscine al coperto sono rimaste chiuse fino a fine Novembre, ma che problema c’è? Gli alieni nuotatori hanno nuotato all’aperto fino a meta’ Dicembre! Certo la piscina era riscaldata, ma gli spogliatoi chiusi e cosi si spogliavano con 5 gradi a bordo piscina… certi vapori che sembrava Saturnia!!

Lo sport agonistico negli Stati Uniti

Per darvi un’idea vi racconto una giornata tipo: gia’ a 13 anni (l’eta’ di mia figlia) i ragazzi sono messi a dura prova, trattati come veri e propri “atleti”. Si allenano ogni giorno, anche due volte al giorno, e non hanno vacanze, weekend liberi, Natali e Pasque che reggano, e poi ci sono le gare!!!! Certe volte guardo mia figlia e mi chiedo: ma che vita fa? In acqua dalle 5.30 del mattino fino alle 7, poi di corsa a casa rigorosamente con i capelli bagnati con tutte le temperature anche sotto lo zero (se penso quando nuotava a Roma, impensabile uscire anche solo con un capello bagnato), colazione dei campioni (perché se avete un nuotatore in casa il vostro frigo deve essere sempre colmo), e alle 8 a scuola! Devo dire che ora e’ quasi contenta di avere qualche giorno in didattica a distanza. Finita la scuola, i compiti e la merenda, di nuovo in acqua dalle 18 alle 20 di sera (il doppio allenamento e’ solo 3 volte a settimana)… insomma non male!

Per noi un sacrificio enorme, la mattina a nessuno piace svegliarsi alle 4.50! Soprattutto in inverno, quando potresti avere davanti altre due ore di sonno…..ma anche questa e’ un’esperienza. Abbiamo visto più’ albe in questi 5 anni che in tutta la nostra vita! E poi ti accorgi che QUI non sei il solo! Altri 50 genitori pazzi fanno lo stesso; chi esce in pigiama, chi torna a casa, chi sosta nel parcheggio, chi lavora in macchina. Inutile negare che in macchina c’e di tutto: tazze termos, pc, spazzole, coperte… Io ho comprato anche un phon che si attacca all’accendisigari (mai utilizzato da mia figlia). Quando lo racconto alle mie amiche in Italia ci prendono per matti!! 

Se arrivi ad un livello agonistico tale non hai tante scelte: o segui il tuo team in questo modo (nessuna scusa e’ ammessa: oggi non posso, domani ho il test, ho un compleanno, parto, non ci sarò alla gara), o devi cercare un’alternativa diversa dal team.

Voi direte, a che pro?

Intanto penso sia una scuola di vita, un impegno enorme che ti da’ una disciplina mentale e una gestione del tuo tempo perfetta, perché sai che non puoi farlo “dopo” o “più tardi”, perche’ a quel tempo sarai di nuovo in acqua, e anche perché sia l’allenamento che la gara ti ricompensa sempre! Guadagnare un centesimo di secondo dopo ore e ore in acqua e’ una soddisfazione, senza parlare di quando arriva una medaglia. 

E poi e’ tempo speso in maniera sana e lontano dai social.

In questi anni di nuoto inoltre e’ stato bello andare in giro per la Florida, dove ci sono dei centri acquatici pazzeschi, con piscine olimpioniche a perdita d’occhio. Andare in “trasferta” e’ un momento sociale  anche per noi genitori perché’ alla fine sei parte di una famiglia con cui condividi gioie (le albe e le vittorie) e dolori (le alzatacce e le delusioni).  Spesso si va nello stesso hotel e se c’è un po’ di tempo libero si condivide insieme!

Mio figlio gioca a calcio e anche qui non siamo da meno, con allenamenti, partite e tornei in giro per lo “state”. Il calcio essendo uno sport di squadra (io lo preferisco) e’ ancora più sociale perché si tifa per il Team più che per il singolo. Anche con lui giriamo tantissimo ma gli orari sono più umani. La maggior parte dei weekend io e mio marito ci separiamo, uno va alla partita e l’altro alla gara.

Nel mese di marzo per il calcio ci sono i tryouts, i famosi provini. Qualche Club li fa solo per inviti, se sei stato notato allora ti chiamano, altri invece sono aperti e puoi partecipare.

In genere fai una settimana di allenamenti con loro e dopo ti mandano una comunicazione se sei preso o no in squadra. Insomma un po’ come da noi nei grandi club, ma qui si inizia prestissimo!!

Lo sport e’ un’investimento in termini di tempo e anche di soldi. Tantissimi genitori pagano lezioni private ai ragazzi per farli migliorare e affinare la tecnica, tutto questo naturalmente al fine di ottenere una borsa di studio all’università dove entrando a far parte di un team, avresti un aiuto economico sulla retta da pagare (spesso salatissima). Certo non e’ facile ottenerla, ma neanche impossibile. Costanza e impegno devono essere sempre presenti!

Noi siamo solo all’inizio. Vi aggiornerò più avanti su come sarà la vita di un atleta in High School con la preparazione per il College, perche’ li, sei fai parte di un team, lo rappresenti e sei supportata al 100% dai tuoi prof!

Se non avete figli sportivi non preoccupatevi, ce n’e’ per tutti i gusti: musica, arte, drama, cinema e teatro, tutto fatto in maniera seria e professionale!!

Se invece avete figli sportivi e vi piace dormire evitate il nuoto!!!!

Se non avete figli e avete più tempo a disposizione, potete correre, giocare a golf a tennis, o andare in palestra. Qui in USA aprono alle 4 la mattina, altre sono aperte h24.

La prossima volta vi parlerò’ dell’ equitazione, un capitolo a parte!

Flaminia, New York


8 risposte a "Lo sport in USA, tra nuoto e calcio"

    1. E’ proprio così un riscontro della vita di un sportivo in usa. Sarebbe bello passare il messaggio anche in Italia magari nelle scuole dove la considerazione per lo sport e’ molto più apprezzata.

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      1. L’organizzazione dello sport giovanile americano è qualcosa che in Italia non sarà mai presa in considerazione. Troppi interessi di bottega. 😉

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  1. Ciao Flami, probabilmente non lo sai: lavorando in Arena ho seguito per un anno Massimiliano Rosolino in Nazionale, Filippo Magnini quando fece l’oro nei 100mt SL a Montreal nel 2005, Tania Cagnotto nei tuffi e molto altri… il nuoto in Italia é un sistema che vive di poche strutture professioniatiche e molti nuclei amatoriali. Il nuoto come lo sport in genere non é mai stato linkato all’asset scolastico e tantomento universitario. I club che coltivano i nuovi prodigi dello sport sono tutto sommato pochi in Italia e tutte societá private. Lo sappiamo Italia e Usa sono mondi diversi. Sarebbe bello che lo sport vivesse nell’ambiente scolastico anche in Italia, ma c’é da chiedersi se esiste qui una cultura della gestione dello sport professionistico (calcio a parte)… cmq bell’articolo. Brava.

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    1. Grazie! Sarebbe un bel messaggio da far passare nelle scuole e non solo…. e’ un veto peccato perché lo sport e’ una scuola di vita!!!

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  2. Grande Flamy, un articolo vero che offre spunti di riflessione anche per noi italiani. L’impegnò in uno sport, qualunque esso sia, è formazione, crescita, confronto continuo con se stessi e con gli altri. Io vedo la dedizione di Vinci nel golf, sport ancora forse poco comune qui da noi, ma che proietta se vogliamo nella dimensione da te delineata. Aspettiamo altri articoli!! 👌🏻👌🏻👌🏻

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