Gli espatriati e quel continuo su e giù

Qualche giorno fa parlavo con una ragazza che vorrebbe trasferirsi in North Carolina grazie a un’interessante offerta di lavoro. Mi ha detto una cosa che mi ha fatto molto pensare, quando le ho chiesto se teme che le mancherebbe la sua casa, il suo Paese. Mi ha detto: la mia casa sono mio marito e mio figlio, dove sono loro, ci sono io.

All’inizio, ricordo che la pensavo come lei. Mi ero detta che con Robi e Leo io avrei affrontato qualsiasi salto, perché in questa grande avventura che è stato il trasferirsi in Texas io avevo due complici speciali e, a modo loro, preparati. In tanti momenti questo pensiero ha avuto un fondamento, e il loro sostegno, anzi, il nostro sostegno, è stato determinante nel non cadere nello sconforto quando la sfida si è fatta difficile. In altri, proprio loro, i miei complici, i miei compagni di viaggio, sono diventati zavorre, impedimenti, carichi pesanti da trascinare.

Ci sono stati giorni di pura euforia, in cui cantavo in macchina con i finestrini abbassatti e le incredibili luci dei tramonti texani mi commuovevano di gioia a fine giornata. Altri momenti in cui la mancanza della mia famiglia, dei miei amici, del semplice odore di casa mia, diventavano pesanti come catene.

Photo by Stas Knop on Pexels.com

I miei tre anni da espatriata fino ad oggi sono stati come un lungo giro sulle montagne russe, con tanto di adrenalina, paura, respiro corto, gola spalancata. Forse perché i famosi “alti e bassi” che tutti quanti sperimentiamo nel corso della vita, quando fai una scelta di vita come la nostra si amplificano e si distorcono: gli alti sembrano più alti, e i bassi sembrano più bassi.

Per questo vorrei dire alla nuova amica che si unirà al mondo degli Italiani negli Stati Uniti di stare pronta. Amica mia, stai pronta perché ci saranno giorni in cui ti sentirai la più fortunata delle creature, e altri in cui il castello che ti sei costruita ti sembrerà nè più nè meno di una gabbia dorata. Ci saranno giorni in cui guarderai la tua famiglia come l’ultima boa di salvataggio, e altri in cui ti chiederai come sarebbe stata la tua vita se fossi partita da sola. Ci saranno giorni in cui gli Stati Uniti ti sembreranno proprio come nei film, e altri in cui a quel film preferiresti un po’ di realtà, magari la tua realtà, quella che hai lasciato senza voltarti indietro.

Insomma, preparati ad andare su e giù ma non temere la nausea, amica mia. Del resto, solo andando un po’ giù puoi goderti la risalita e le grandi altezze, da cui tutto si vede meglio e con chiarezza. Ma soprattutto, come chiunque lasci il proprio Paese in cerca di un sogno, goditi il viaggio di questa sinfonia dolceamara

Antonella, Io me ne andrei – Cronache di una milanese in Texas


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