Leavenworth: quando “la necessità aguzza l’ingegno”.

Un caloroso saluto da Seattle, Stato di Washington.

Un famoso modo di dire italiano recita: di necessità, virtù.

Cosa c’entra la necessità o la virtù?, vi chiederete. Non siate precipitosi e seguitemi.

Per questa volta, anziché continuare a passeggiare per la splendida Seattle con l’avvocato Joe Spark, lasciatevi trasportare da un altro dei miei personaggi: la virologa/biologa Christine Colbert, una parigina che lavora per la sede francese della NanoTech, una società di biotecnologie con sede centrale a Seattle (società di mia invenzione). Camminando con Christine, in trasferta nella Emerald City, comprenderete perché ho citato quel modo di dire italiano.     

Il mese scorso, parlandovi di me, ho detto che amo scrivere e leggere da sempre. Adoro il genere giallo/thriller/suspense. Vivendo nello Stato di Washington da 12 anni, alcuni dei miei nuovi romanzi si svolgono da queste parti e faccio muovere i miei personaggi lì dove io stessa ho provato delle emozioni.

La festivita’ di Thanksgiving appena passata ha aperto la stagione Natalizia, e le case, dentro e fuori, vengono addobbate con le luminarie, gli alberi di Natale e ornamenti natalizi.

Christine ha girato in lungo e in largo su questo pianeta: ama scoprire posti nuovi. Nonostante i ritmi serrati di lavoro, per scongiurare la pandemia, si concede una giornata a Leavenworth, un paesino molto, molto particolare a due ore di macchina da Seattle, nella Contea di Chelan.

Ma perché Leavenworth è così famosa in tutta la costa ovest degli USA?

Leavenworth, Washington

via AAA Washington

Quando Christine ha parcheggiato l’auto, e si è avviata verso l’inizio della cittadina, ha capito il perché.

Molti anni fa, il comune di Leavenworth era sull’orlo della bancarotta, nonostante la vicinanza con una zona sciistica. Che fare?

Ecco il colpo di genio…

Il grosso degli abitanti era di origine tedesca, bavarese, per essere più precisi.

Quella che era la zona centrale della città fu completamente ristrutturata. Christine è stata tante volte in Bavaria, quella vera in Germania. Lo spettacolo che si è presentato davanti ai suoi occhi le ha mozzato il fiato.

E sì perché gli abitanti hanno avuto, in realtà, non uno, ma due colpi di genio.

Appena si mette piede a Leavenworth sembra di stare in Germania. Tutto è stato curato nei minimi dettagli. Anche il grosso dei negozi vende oggetti tipici tedeschi. Gli edifici sembrano come quei paesini bavaresi arroccati sulle montagne, con le case dai tetti a forma acuta, frontali affrescati e portoni in legno massiccio scolpiti.

Per un americano che non è mai stato in Germania, Leavenworth è il posto che meglio potrebbe dargli un’idea dell’antica nazione teutonica.

Il secondo colpo di genio lo si vede a partire dal giorno del Ringraziamento fino alla fine di gennaio: le luminarie natalizie.

Per quanto Christine ve le possa descrivere, è impossibile immaginare lo spettacolo. Dovete andare con lei.

Nel mio ultimo romanzo, dal titolo “Virus – Nemico Invisibile”, la nostra virologa ne rimane affascinata, proprio come è successo a me la prima volta. Anch’io sono stata spesso in Bavaria e vi consiglio, se capitate a Seattle per Natale, di non lasciarvi sfuggire questo miracolo di luci!  

Marcella Nardi – Un’italiana a Seattle


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