Il nostro Thanksgiving nel corso degli anni

Nel 2010 ci trasferiamo nel Maine, negli Stati Uniti. Il tempo di fare il trasloco durante l’estate, sistemare casa, inserire i tre figli a scuola tra asilo e elementari, fare conoscenze e prime amicizie con le mamme dei compagni di scuola dei miei figli, orientarmi tra i vari supermercati e i loro prodotti, superato il primo Halloween, ci troviamo in un batter d’occhio a vivere il primo Thanksgiving, il giorno del Ringraziamento in terra americana.

Della festività del Thanksgiving fino ad allora ne avevo solo sentito parlare e nella mia mente avevo impresso immagini da film con famiglie estese riunite a tavola intorno al tacchino e i vari contorni tradizionali, tra cui l’immancabile stuffing e la cranberry sauce.

Infatti, quando siamo arrivati negli Stati Uniti ci sono state tante situazioni dejà vu del tipo “sembra proprio di stare in un film americano”. Nei negozi e supermercati venivano allestiti settimane prima le decorazioni e i prodotti caratteristici di questa festa, esattamente come si vedeva nei film. Tacchini, pie crusts, noci, cranberry sauce, zucche, etc. facevano il loro grande ingresso sui banchi e scaffali dei supermercati, insieme a tanti ingredienti gustosi per soddisfare il palato. Ma per una famiglia italiana, appena trasferitasi negli USA, uno degli ingredienti fondamentali mancava: la famiglia allargata e gli amici di sempre.

Non ci siamo comunque fatti abbattere e incuriositi dagli usi e costumi nella vita reale, nel corso degli anni, ci siamo evoluti anche noi nel modo di festeggiare Thanksgiving, e l’abbiamo trasformata in molte occasioni in una specie di Friendsgiving, festeggiando insieme ad altri amici italiani trasferiti negli Stati Uniti. Mi sono specializzata in varie ricette per preparare il tacchino e i contorni tipici dalla cranberry sauce, allo stuffing, la purea di patate, la zucca al forno e la pie di mele e di noci pecan e mi è sempre piaciuto ospitare gli amici a casa nostra.

Quest’anno purtroppo, l’avvento del Coronavirus, impatterà anche la tradizionale festa del Thanksgiving. Il CDC (center of disease control) nazionale e a livello locale e i governatori dei vari stati stanno raccomandando i cittadini di limitare, possibilmente evitare, viaggi e gli invitati al di fuori del proprio nucleo famigliare. Per esempio, nel Massachusetts (ad oggi, ma può cambiare) l’indicazione è di non superare 10 persone in casa o 25 persone all’aperta, obbligo di maschera sempre, anche all’aperto, tranne quando si mangia.  Da giorni vengono fornite anche raccomandazioni nei vari telegiornali su come gestire eventualmente la cena e gli ospiti, suggerendo p.e. di designare una persona a servire le pietanze nei piatti e di usare piatti e posate monouso. Pure le università e le scuole si uniscono alla campagna di sensibilizzazione, chiedendo a studenti e genitori di impegnarsi a festeggiare in sicurezza ed evitare viaggi, pena obbligo di quarantena al rientro dal ponte di Thanksgiving.

Anche noi seguiremo le indicazioni del CDC ed eviteremo feste in casa con altri invitati e viaggi per quest’anno, al contrario di come abbiamo sempre fatto in questi ultimi 10 anni come ho raccontato nel mio post che troverete qui. E voi come vi siete organizzato quest’anno?

A chi vive negli Stati Uniti auguro di festeggiare un Happy Thanksgiving in salute e serenità.

Linda, Le CuGine d’America


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