Il sogno Americano raccontato attraverso i suburbs

Per sogno americano spesso si intende, sia da parte degli stessi abitanti che degli immigrati, che attraverso il duro lavoro, il coraggio e la determinazione sia possibile raggiungere un migliore tenore di vita e la prosperità economica.

Negli anni, questo sogno è mutato attraverso varie fasi fino a prendere le forme odierne di una casetta unifamiliare di proprietà, col praticello e l’automobile davanti, che sorga all’interno di un sobborgo residenziale, dove sia possibile vivere vicino alla metropoli per il lavoro, i divertimenti e gli acquisti, ma al tempo stesso lontano dalle sue brutture, dall’inquinamento, dalla criminalità e dal traffico, restando immersi nell’innocenza della natura.

Ma come è nato il concetto dei suburbs americani?

La popolazione suburbana del Nord America esplose durante l’espansione economica del secondo dopoguerra.

Pochissime abitazioni erano state costruite durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, ad eccezione dei quartieri di emergenza vicino alle industrie belliche.

Gli appartamenti sovraffollati e inadeguati erano la condizione comune.

William Jaird Levitt è stato uno sviluppatore immobiliare americano ed è ampiamente considerato il padre della moderna periferia americana.

Il primo sviluppo residenziale di successo di Levitt & Sons fu situato su quasi 20 miglia quadrate di terreno vicino a Hempstead, Long Island, ed è ampiamente considerato l’archetipo dei sobborghi del dopoguerra in tutto il paese.

Il distretto prese il nome di Levittown da quello del suo costruttore, che lo mise su come una comunità pianificata per il ritorno dei veterani della seconda guerra mondiale tra il 1947 e il 1951, che desideravano iniziare una vita stabile.

Alcuni sobborghi si svilupparono intorno alle grandi città dove c’era il trasporto ferroviario per i posti di lavoro in centro, ma tuttavia, la crescita reale dipendeva dalla disponibilità di autostrade, automobili e alloggi economici.

Boston e New York generarono i primi grandi sobborghi.

Le linee dei tram a Boston e le linee ferroviarie a Manhattan rendevano possibili gli spostamenti quotidiani.

La popolazione era cresciuta e le famiglie avevano risparmiato ed accumulato i soldi per acconti, automobili ed elettrodomestici.

Il risultato fu un grande boom immobiliare e il 1950 è stato il primo anno in cui negli Stati Uniti più persone vivevano nei sobborghi che altrove.

Ma in realtà il sogno americano non è fatto semplicemente di belle auto e di denaro, ma è soprattutto di ordine sociale, poiché ancora oggi purtroppo è totalmente fuori dalla maggior parte della gente povera, costretta a svolgere due lavori per assicurarsi la sopravvivenza.

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Sabrina, Dodo e Mimi alla scoperta dell’America

Un commento

  1. Ciao Dodo e Mimi,vi seguo anche su fb,ho mille dubbi in merito ad un trasferimento in Usa,nonostante io viva in Irlanda da 7 anni,ma vedo gli Usa cosí tanto distanti dall’Italia e questa forse é la cosa che mi spaventa di piú.

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