Il dado è tratto: le presidenziali americane.

Chi sarà il prossimo presidente americano? Chissà.

Domani, 3 novembre 2020, sarà comunque il giorno in cui finalmente finiranno in TV le pubblicità elettorali, in cui il telefono non suonerà più per appelli a votare uno o l’altro dei candidati ad ogni ora fino alle 21, in cui la finirò di buttare via nel riciclo i quintali di carta con le pubblicità che arrivano ogni giorno.

Il 3 novembre “Les jeux sont faits rien ne va plus”, il dado è tratto: potremo dire BASTA

Almeno per quell’aspetto delle elezioni sarà così.

Gli americani avranno votato, in un senso o nell’altro.

Invece per i risultati mi sa che dovremo aspettare ancora. Non credo che dalle elezioni uscirà un nome certo già nella notte.  Ci saranno da contare tutti i milioni di schede elettorali che gli americani hanno riempito e spedito per posta nei mesi precedenti alla data ufficiale delle elezioni. Questa volta infatti il fenomeno degli “absentee ballot” e dell’ ”early voting” ha assunto proporzioni imponenti. Queste sono le mie quarte elezioni presidenziali e non ho mai votato prima del famoso Martedi di voto. Sono sempre andata al seggio il giorno delle elezioni, così come andavo a fare il mio dovere di cittadina in Italia al seggio. 

Pensavo che votare  “absentee” (in assenza) fosse solo per chi è militare in missione o per i cittadini all’estero e che ci volesse perciò una ragione valida per farlo. Mio marito aveva votato in anticipo, “early voting”, solo una volta in cui sapeva di essere lontano da casa per le elezioni. Ero grata che ci fosse questa possibilità, ma la reputavo una eccezione.

Invece in questo martoriato 2020, tutto è una eccezione!

Così ad oggi, il giorno prima delle elezioni, già piu` di 93 milioni di americani hanno votato per posta o con il voto di persona anticipato, io inclusa, e le file ai seggi elettorali sono state così lunghe che in molti sono dovuti stare anche 3-4 ore in attesa prima di poter votare. Si stanno infrangendo tutti i record precedenti. Pensate che i voti espressi ad oggi rappresentano il 67% dei voti totali dell’elezione di quattro anni fa.

Il telegiornale stamattina parlava dell’affluenza ai seggi negli stati che un candidato “deve vincere” se vuole arrivare alla Casa Bianca. Io vivo in uno di questi. Il Wisconsin è uno stato “swing” (altalena). Nelle città (Madison, la capitale, e Milwaukee, la più popolosa) la maggioranza vota democratico, ma nei sobborghi il contrario. Il Wisconsin era stato vinto da Obama in entrambe le elezioni, ma era andato a Trump nelle ultime.

Figuratevi la lotta… e i numeri dell’affluenza ai seggi saranno importantissimi per determinare a chi andrà questa volta.

Photo by Artem Podrez on Pexels.com

Certo quello che è chiaro è che mai come ora la popolazione è impegnata a far sentire la propria voce.

Una volta si arrivava a cavallo al seggio dopo magari un giorno di viaggio, ora si sta in fila al freddo (qui), ma per tutti è importante esserci.

È un sintomo di democrazia, meno male!

Ma sapete perchè  si vota di martedi`? Ve lo racconto qui…e sì c’entrano i cavalli ed i tempi passati. Buona lettura.

Claudia, Un’alessandrina in America

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