La vera carbonara e’ stata inventata dagli Americani!

La nascita della carbonara risalirebbe al 1944, durante l’occupazione delle truppe americane in Italia che portarono bacon e uova liofilizzate nelle città affamate.

I soldati appostati sugli Appennini mangiavano spesso gli spaghetti che venivano cotti al volo e conditi con cacio e pepe (il pomodoro era vietato in quanto colava e macchiava le divise).
Si racconta che un giorno un militare americano abbia ordinato un piatto di pasta e, considerandolo poco condito per i suoi gusti, iniziò ad aggiungervi la sua Razione K (un kit di sopravvivenza alimentare composto di tuorlo d’uovo in polvere e bacon, del quale a partire dalla seconda guerra mondiale, vengono dotati tutti i militari in missione).

I soldati americani cominciarono quindi ad accompagnare la Razione K con gli spaghetti per aumentare la dose di carboidrati.

Tramite la strada, questa ricetta arrivò dagli Appennini fino a Roma, dove venne subito accettata e tramandata di famiglia in famiglia, fino a diventare tradizione.
Incredibile, vero?

Quante volte ci troviamo a guardare con sospetto ciò che mangiano gli Americani?

Eppure, aldilà delle origini della pasta alla carbonara, spesso non sappiamo che ciò che stiamo criticando è stato creato proprio dai nostri antenati italiani, come ad esempio le famose “fettuccine Alfredo“, che anche se in Italia non si sentono mai nominare e la gente pensa che vengano falsamente spacciate come ricetta italiana, in realtà sono nate proprio a Roma per opera di Alfredo Di Lelio che, nel 1908, servì questo piatto alla moglie neopartoriente per farle riprendere le forze.

In alcune occasioni, io e mia figlia abbiamo anche voluto sperimentare la pasta in barattolo che va molto in voga qui negli Stati Uniti, cominciando con le lasagne (che di lasagna non hanno nemmeno la forma) e passando per gli spaghetti che, inscatolati, vengono commercializzati con la forma di anellini poiché per i genitori è un modo meno disordinato per farli mangiare ai bambini che altrimenti si sporcherebbero tutti.

Non voglio soffermarmi sulle nostre reazioni dopo aver assaggiato tutto ciò, ma dirò solo che non abbiamo nemmeno potuto prendercela con gli Americani per quello che i nostri palati hanno dovuto provare, poiché uno dei principali marchi di prodotti di pasta in scatola, è stato fondato proprio dall’italiano Ettore Boiardi nato a Piacenza e arrivato a Ellis Island a 16 anni.

L’esercito Americano gli commissionò la produzione di razioni durante la seconda Guerra mondiale e anche se il concetto della pasta in barattolo a noi italiani fa storcere il naso, si è rivelato essere invece un’idea vincente il cui successo prosegue tuttora, poiché il caro Ettore è riuscito ad adattare in modo geniale la tradizione culinaria italiana alla praticità statunitense.

Cosa abbiamo imparato da questa nostra ricerca tra le abitudini alimentari degli Americani?
Che, parafrasando una citazione di Bob Dylan, non dobbiamo criticare ciò che non possiamo capire, ma dovremmo sempre conoscere la storia che si cela dietro ad ogni cosa o persona prima di farci un’opinione a 360 gradi! 

Sabrina, Dodo e Mimi alla scoperta dell’America

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