Inglese: come lo imparano i bambini a scuola in USA

Se usate frequentemente per qualsiasi motivo la lingua inglese, perché vivete all’estero o ci andate per vacanza o la usate per lavoro, ormai ve la caverete, ma avrete alle spalle parecchia gavetta ed una lista infinita di brutte figure.

Sono arrivata negli Stati Uniti con in testa solamente tanta grammatica e tanta letteratura, magari anche con un discreto vocabolario grazie ai libri letti, ma assolutamente non uno pratico che mi aiutasse nella vita di tutti i giorni. Se poi riuscivo a dire qualcosa che avesse un senso logico, quando il mio interlocutore mi rispondeva e cominciava a parlarmi, mi perdevo dopo due parole. La comprensione orale era veramente terribile.

Avevo alle spalle il liceo classico e una facoltà scientifica, dove l’inglese non si studiava (altri tempi!). Sono stata buttata allo sbaraglio da un cambio di vita, voluto, eccitante, felice, ma decisamente affrontato con l’incoscienza dell’essere giovani. Mi trasferivo a vivere negli Stati Uniti? L’inglese lo avrei imparato (ed infatti e’ successo), ma quei primi mesi, anni non sono stati semplici.

Mi sono pero’ sempre buttata!

Appena potevo facevo conversazione con tutti. Non conoscendo nessuno, specialmente nei primi tempi, ero diventata amica con tutte le cassiere dell’IKEA di Pittsburgh, dove vivevo allora. Se avete capito che vivevo all’Ikea, beh non siete andati troppo lontano. Loro erano curiose di sapere di me e io ne approfittavo per fare pratica di conversazione.

Parlavo, parlavo: da timida che ero in Italia, ero diventata una chiacchierona. E parlando dicevo anche delle gran cavolate, ma dotata di una faccia tosta inaspettata, me ne fregavo altamente.

La lista delle brutte figure e’ lunghissima, ed erano sempre causate dalla pronuncia.

La maledetta pronuncia inglese e le tante parole che uno straniero pensa di pronunciare in modo giusto, ma oh no! L’imbarazzo di aver detto qualcosa di orrendo e’ li’ in agguato: sheet, beach e… la lista diventa lunghissima.

Poi ho avuto una figlia e questa figlia e’ cresciuta senza “difetti” di pronuncia. Se parla inglese ha un po’ di inflessione del Midwest (mi ha detto che l’hanno sgamata subito quando e’ andata a vivere a New York), ma quando parla italiano non le ho passato la mia R piemontese ed il suo italiano e’ privo di inflessioni regionali.

Ma lei ha fatto le scuole qui ed ha imparato a leggere e scrivere come lo insegnano nelle scuole americane. E noi in famiglia abbiamo sempre lasciato l’inglese fuori dalla porta di casa, continuando a parlare italiano e leggendole sempre i libri in Italiano prima di andare a letto.

Il metodo di insegnamento della lettura nelle scuole americane pero’ mi ha sempre incuriosito e ne parlo nel mio post. Spero di darvi qualche risposta, specialmente se avete figli in eta’ scolare e magari volete confrontare il metodo italiano con quello americano.

Che ne pensate?

Claudia- Un’alessandrina in America

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