L’oceano, le dune, e i cavalli selvaggi del parco nazionale dell’isola di Assateague in Maryland

Mai avrei pensato di tornare a fare campeggio libero dopo i quarant’anni in America, dormendo su dune di sabbia di fronte all’oceano, circondata da una natura incontaminata, e soprattutto da cavalli selvaggi! E quando ce lo proposero dei nostri amici qua di Baltimore anni fa, abbiamo aspettato molto tempo prima di accettare l’invito, convinti che non ci potesse essere un posto così bello lungo la grigia (pensavamo noi) costa oceanica degli Stati Uniti. Ma da quel primo weekend che facemmo a maggio, seppur spazzati via dal vento fortissimo e congelati da un inusuale freddo, è cominciata la nostra storia d’amore con Assateague, un posto tanto speciale quanto sconosciuto dove davvero vi consiglio di andare se siete dalle parti del Virginia, Maryland o Delaware.

Assateague (e la sua controparte a sud in Virginia, Chincoteague) è una lunghissima striscia di sabbia affacciata sull’oceano Atlantico separata dalla costa soltanto da poche centinaia di metri. Mentre la parte che da’ sul continente si chiama “sound” ed è di fatto una grande laguna.

Ce ne sono molte di queste barrier island lungo la costa orientale degli Stati Uniti: gli stretti litorali spiaggiosi che si vedono a Long Beach atterrando a JFK, le popolari spiagge delle coste del New Jersey, i più famosi e estesi Outer Banks lungo la costa del North Carolina (bellissimi e inspiegabilmente quasi sconosciuti agli italiani, tranne che per essere il luogo da dove i fratelli Wright compirono il loro primo volo) e poi giù fino alle coste della Florida e praticamente ovunque nel Golfo del Messico. Sono invece completamente assenti sulla costa del Pacifico.

Assateague Island

Assateague Island è un parco naturale protetto dal governo federale come tutti i National Parks, ma un po’ sui generis, perché essendo denominato “National Seashore” comprende tutto l’ecosistema -costiero e marino- di questa fascia di terra lunga 60 km che si estende fra i tre stati della Delmarva peninsula (DElaware, MARyland, VirginiA) e ne regolamenta l’accesso e la fruizione. In questo parco, oltre alla protezione e alla conservazione della ricchissima flora e fauna, sono infatti permesse solo alcune attività considerate ricreative, tra cui il campeggio.

Nonostante si trovi a sole tre ore da grandi città come Washington DC, Baltimora e Philadelphia è un posto decisamente sperduto e arrivarci ti da’ un po’ la sensazione di essere arrivati in un luogo magico… come le misteriose lost colony del North Carolina. Unico neo è la vicinanza purtroppo con la frequentatissima località balneare di Ocean City, MD, che rappresentata praticamente l’opposto di questo eden incontaminato: albergoni anonimi, catene di locali e ristoranti, orde di gente a spasso sul boardwalk, e che nonostante sia a qualche chilometro di distanza, disturba con le sue luci le bellissime notti stellate di Assateague.

In realtà anche qua si erano fatti progetti di grande sfruttamento turistico, addirittura prendendo come modello Atlantic City in New Jersey, e negli anni 50 si incominciò a costruire una lunga strada asfaltata lungo tutta l’isola, chiamata Baltimore avenue, su cui sarebbero sorti grandi hotel e casinò. Per nostra fortuna però arrivò un terribile uragano sulla costa che spazzò via i cantieri e sotterrò di sabbia gran parte della strada, facendo desistere gli agguerriti developer americani che sognavano soldi facili in un luogo meno selvaggio da domare.

La particolarità di questo posto incredibile, come avrete intuito dal titolo e dalla foto, sono i cavalli che pascolano liberi su tutto il litorale – che per certi versi ricordano quelli della Camargue in Francia. In realtà non sono tecnicamente cavalli ma pony, della razza Chincoteague, la cui origine pare risalga addirittura ai discendenti dei cavalli dei galeoni spagnoli, naufragati qui fin dagli inizi del 1500. È più probabile che siano stati importati invece sull’isola dai coloni nel tardo 1600, tentando di evadere le altissime tasse sul bestiame della terraferma. La pratica di trasportare i pony dal continente all’isola si è poi tramandata fino ai giorni nostri, e tuttora il “Pony Penning Day“, la transumanza organizzato dal Chincoteague Volunteer Fire Department, è un evento molto seguito in zona. Ma nonostante la vista di questi meravigliosi cavalli esalti chiunque ne avvisti uno sulla spiaggia fin da subito dopo l’entrata del parco, i diligentissimi ranger del parco ricordano sempre, con leaflet e moltissimi cartelli sparsi ovunque, che sono appunto bestie selvagge e che in quanto tali possono mordere ferocemente e caricare, ed è quindi assolutamente importante starne alla larga.

Campeggio ad Assateague

Quando riusciamo a trovare un posto libero sul sito del parco per campeggiare sulla spiaggia (prenotando almeno 5-6 mesi prima della data che vogliamo: il parco, capirete, è richiestissimo), di solito in tarda primavera o fine estate, è una gioia montare la tenda a volte letteralmente accerchiati da questi bellissimi animali (come vedrete sulle mie foto) ma anche fonte di un certo stress riuscire poi a tenerli alla larga dal mangiare… non si contano le volte che ci hanno rovistato tra le borse durante la notte (che infatti ora ci portiamo in tenda) o addirittura aperto col muso i frigo da campeggio assicurati con pietrone sopra, e spazzolato l’intero contenuto!

La magia di dormire sulla dune di sabbia (che ogni stagione cambiano forma), cullati dal rumore dell’oceano e del vento però non ha paragoni con nulla che abbiamo provato fino ad adesso negli USA ed è per questo che cerchiamo di tornarci con amici (una volta siamo stati in 6 famiglie!) almeno una volta all’anno… organizzando bellissimi barbeque davanti alle tende in puro stile americano, grazie anche alle enormi griglie e tavoli di legno che il parco mette a disposizione per ogni campsite (oltre ad un rubinetto dell’acqua potabile e cabine/toilette naturali ogni 10-20 piazzole).

Essendo la zona adibita a campeggio molto vasta (anche se solo in una piccolissima parte dell’enorme isola) e così esclusiva per via del sistema di prenotazione si è sempre molto distanti gli uni dagli altri e il silenzio e soprattutto il buio (se non ci sono le stelle e la luna) sono quasi sempre assicurati.

Oltre alla semplice ma meravigliosa contemplazione di questo scenario è poi anche bello fare passeggiate o giri in bicicletta lungo i molti percorsi del parco, che si snodano lungo la tipica vegetazione oceanica e verso la zona della baia dove è possibile anche pescare i famosi horseshoe crabs, i preistorici granchi da cui Ridley Scott trasse ispirazione per il suo Alien.

Noi ad Assateague ci siamo tornati anche durante questa pandemia, affrontando il viaggio in giornata di tre ore andata e tre ore ritorno solo per passare una giornata sulla spiaggia e provare a imparare a fare surf, ed è stato bellissimo ricaricarci con l’aria frizzante dell’oceano e la vista degli immancabili cavalli, che questa volta ci hanno concesso una passerella direttamente sul bagnasciuga, dove evidentemente erano scappati per fuggire al caldo soffocante della parte più interna dell’isola.

Sul mio sito trovate le foto di queste due ultime fughe nel nostro “paradiso” privato e alcune di quelle che ho fatto negli anni quando ci siamo stati in campeggio. Enjoy it!

Elisabetta Girardi

2 risposte a "L’oceano, le dune, e i cavalli selvaggi del parco nazionale dell’isola di Assateague in Maryland"

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  1. Grazie Donna Vagabonda! Assateague è veramente un luogo speciale, selvaggio e incredibilmente poetico allo stesso tempo… ti auguro di andarci prima o poi! E se riesci, anche a dormire in tenda sulle dune di sabbia. Fammi sapere se ti servono ulteriori informazioni, noi ormai siamo diventati esperto della zona! A presto e ti auguro che questo periodo buio passi in fretta..,

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