Roadtrip non solo in estate: Detroit – Grand Canyon andata e ritorno a dicembre

Vivo negli USA con marito e figli da 10 anni. Quest’anno dopo anni di Natali passati a fare quello che ti detta il senso di colpa – interminabili cene e visite a parenti oltreoceano che necessitano, almeno una volta all’anno, di farsi i sacrosanti cazzi tuoi, il tutto condito da immancabili battibecchi in famiglia – abbiamo deciso di farci indirizzare da un po’ di sano egoismo e ci siamo regalati un viaggio on the road solo noi quattro. Ne abbiamo fatti molti altri, intendiamoci, ma questo è stato veramente speciale perchè fatto in un momento dell’anno in cui il nostro piccolo e naturale nucleo familiare da soli non è stato mai.

Abbiamo cercato di unire l’utile al dilettevole e ci siamo concessi qualche giorno a visitare alcuni dei parchi nazionali più belli degli Stati Uniti oltre a trascorrere una settimana a sciare in Colorado.

La nostra ombra

Abbiamo percorso gli Stati Uniti da est ad ovest, da Detroit al Grand Canyon per un viaggio un po’ inconsueto durante le vacanze di Natale. I nostri occhi si sono deliziati di panorami meravigliosi che non avrebbero mai visto altrimenti, considerando che abbiamo attraversato stati come Illinois, Missouri, Kansans e Oklahoma che non sono propriamente meta di turismo.

Da Detroit, Michigan a Hannibal, Missouri

La prima mezza giornata di viaggio è trascorsa abbastanza in fretta direi. Siamo partiti da Detroit all’ora di pranzo e ci siamo fermati ad Hannibal, ridente cittadina affacciata sul fiume Mississipi, al confine tra Illinois e Missouri. Arrivati sul posto abbiamo scoperto che Hannibal è famosa per aver visto crescere Mark Twain, uno forse degli scrittori statunitensi più conosciuti, ed abbiamo cenato nel pub a lui intitolato.

Da Hannibal, Missouri a Guymon, Oklahoma

Il secondo giorno è stato caratterizzato dall’attesa di arrivare a Guymon, in Oklahoma. Vi chiederete cosa ci sia a Guymon di tanto fenomenale da fremere per una giornata intera… beh c’è il The Galleon, un ristorante incredibile, una di quelle perle rare che si scoprono sempre e solo per caso e che abbiamo scovato due anni fa quando abbiamo fatto un altro roadtrip, di cui vi parlerò in un altro post. La chef de cuisine è una signora filippina appassionata di vini che sa mixare, in maniera direi egregia, spezie dall’origine lontana con materie prime locali, tra cui la carne che, ovviamente, la fa da padrona. Il filet mignon di The Galleon è in assoluto il migliore che abbia mai mangiato negli Stati Uniti. La giornata è trascorsa velocemente tra campi di grano al momento incolti, pascoli di mucche bianche e nere, e treni, tanti treni. Per un tratto di strada di centinaia di miglia, la ferrovia corre parallela alla strada principale ed è frequente incontrare locomotive che trainano un numero infinito di vagoni. La cena, manco a sottolinearlo, non ha deluso le nostre elevate aspettative e si e’ rivelata, come la scorsa volta, incredibile. Dall’antipasto al dolce è stato tutto delizioso.

Da Guymon, OK al Grand Canyon

Il terzo giorno siamo partiti da Guymon alle 6 del mattino, quando all’alba mancavano ancora un paio d’ore, e abbiamo toccato nell’ordine Texas, New Mexico ed Arizona. Alle 5:30 del pomeriggio siamo scesi dall’auto e siamo corsi, finalmente, a dare il nostro saluto al Grand Canyon. Ci eravamo già stati 10 anni fa in estate e, sinceramente, non lo ricordavo cosí maestoso. Sarà che invecchiando si diventa sentimentali… ma l’ho trovato di una grandezza da togliere il fiato.

Grand Canyon al tramonto, senza sole (sic!)

Ci siamo quindi fermati un paio di giorni interi, pernottando al Grand Canyon Village per poter godere appieno del parco in un periodo in cui i visitatori sono pochi. Considerate le previsioni di neve per il giorno successivo, abbiamo deciso di cimentarci subito con una camminata in discesa (con ritorno in salita!!!) verso il fiume Colorado, scarpinando per ben 8 Kilometri sù e giù – in realtà prima giù e poi sù – dal Bright Angel Trail sino a raggiungere l’Indian Garden. Tanta fatica e tanto sudore, 1200 calorie bruciate, ed una soddisfazione unica.

Bright Angel Trail – Grand Canyon
View from the Bright Angel Trail – Grand Canyon
Bright Angel Trail – Grand Canyon
Marito e nani sul Bright Angel Trail – Grand Canyon

Nel pomeriggio abbiamo percorso in auto parte del South Rim e ci siamo fermati nei punti panoramici più spettacolari, Grandview Point, Moran Point, Lipan Point e Desert View Point, da dove abbiamo potuto ammirare il Colorado e il Grand Canyon nella loro immensità. La nostra giornata e’ proseguita con un po’ di relax nella hot tub all’aperto dell’hotel in cui alloggiavamo e si e’ conclusa con un ottimo piatto di fajitas ed un bicchiere ghiacciato di margarita, veramente ben fatta, al ristorante messicano Playa Bonita.

South Rim – Grand Canyon
South Rim – Grand Canyon

Il giorno successivo è stato dedicato al Grand Canyon ed al relax. Ci siamo svegliati sotto una lieve coltre di neve che, durante la giornata, ha poi continuato a scendere abbondante. Siamo fuggiti dal Michigan sperando in un tempo clemente e invece!! Fortunatamente il Grand Canyon avevamo avuto modo di ammirarlo il giorno prima, perchè, causa meteo, si è visto poco. La neve, però, non ci ha certo fermati e abbiamo percorso 12km del Rim Trail nel silenzio che solo i sentieri coperti di neve sanno regalare. Ci siamo ritirati in hotel alle 5 e siamo stati per quasi due ore immersi nella hot tub dell’hotel all’aperto. Acqua bollente e neve: un binomio perfetto. Ho anche osato le infradito per raggiungere la piscina dalla stanza dell’hotel, rischiando di congelarmi i piedi!!!

Grand Canyon innevato

Dal Grand Canyon alla Monument Valley

Il giorno di Natale siamo partiti dal Grand Canyon sotto una nevicata epocale. La I-64 era addirittura chiusa an transito dei veicoli e abbiamo dovuto allungare di oltre un’ora il tragitto per poter arrivare alla nostra meta successiva. Lemme lemme abbiamo lasciato l’Arizona e siamo arrivati in Utah, alla Monument Valley, un parco che lascia sempre senza fiato. Il parco è chiuso pochissimi giorno all’anno e il 25 Dicembre è proprio uno di questi. Abbiamo fatto qualche foto di rito ripromettendoci di tornare la mattina successiva prima di rimetterci in cammino per l’Arch National Park. Nel frattempo ne abbiamo approfittato per andare a fare qualche foto al Mexican Hat e alle Twin Rocks. Prima di rientrare al Lodge dove alloggiavamo, abbiamo deciso, così all’ultimo, di fare una breve deviazione e di fermarci al Gooseneck State Park. Arrivati sul posto ne siamo stati talmente colpiti che abbiamo deciso sarebbe stato il posto ideale per il nostro pranzo di Natale! Siamo rimasti tutti, nani compresi, senza parole.

Natale alla Monument Valley
Gooseneck State Park
Gooseneck State Park

Monument Valley in inverno

Il 26 Dicembre, appena svegli, abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una di quelle albe che ci rimarranno impresse nella memoria per molto, moltissimo tempo. Vedere sorgere il sole sulla Monument Valley non è cosa da tutti i giorni. Viaggiare in inverno, considerata bassa stagione, ti permette non solo di vedere i parchi in tutta tranquillità, senza la bolgia dei turisti estivi, ma anche di alloggiare in un Lodge come il Gouldings, in camera con vista, a soli $89 (per due queen beds).

Dopo una visita al parco, ci siamo diretti a Moab e abbiamo fatto il brunch in allo Yaks Cafe, un posticino incredibile gestito da una famiglia di indiani Navajo: uova, hash browns, toast, bacon e caffè. I 200 miglia scarsi che abbiamo percorso per raggiungere la nostra destinazione successiva, si sono intervallati fra nevischio, neve, tanta neve, tantissima neve. Temevamo addirittura di non riuscire ad andare all’Arch National Park considerando che a 30miglia di distanza la neve era caduta abbondante. Invece, come per miracolo, la neve è sparita per lasciare spazio ad un sole meraviglioso. Abbiamo visitato il parco e fatto una camminata di 6km per raggiungere il Delicate Arch, uno degli archi più fotografati di sempre.

Monument Valley all’alba
Camminata per raggiungere il Delicate Arch

Prima di ritirarci in hotel, abbiamo deciso di terminare la giornata al Dead Horse Point State Park, godendoci ulteriore strepitoso panorama sul fiume Colorado. Ci siamo arrivati di corsa al tramonto: la visita è durata, purtroppo, solo pochi minuti, ma ne è valsa la pena.

Dead Horse Point State Park
Dead Horse Point State Park

L’ottavo giorno del nostro roadtrip prima di fermarci in Colorado una settimana, è stato indimenticabile … nel senso che non lo scorderò facilmente!! Nonostante la nevicata abbondante mio marito e mio figlio non hanno rinunciato all’affitto di un UTV e alle seguenti 5 ore (thanks God diventate solo 4) di giro tra i Canyon di Moab. Le foto sono auto esplicative… temperatura -5C e neve come se non ci fosse un domani. Eravamo tappati con tute da sci e tutine termiche ma vi assicuro che le mani hanno iniziato a scongelarsi solo ore dopo aver restituito il veicolo. Quello che non si fa per amore… e quello che non farà mio marito nei prossimi 4 anni (uno per ogni ora di sofferenza) per farsi perdonare.
Dopo il tour nel girone infernale su e giù per mulattiere e ferrate, pranzo a base di beer and cheese soup alla Moab Brewery, e partenza direzione Colorado.

In uno dei prossimi post vi racconterò di come abbiamo trascorso la nostra settimana di sci in Colorado, nel caso qualcuno fosse interessato ad un’alternativa alle Dolomiti!

E voi avete fatto un roadtrip che vi è rimasto nel cuore? O ne avete in programma uno?

3 commenti

  1. un’affascinante “passeggiata” al cui confronto il “Camel Trophy” è un giretto in Città.
    Nello Stao del Colorado vive un’amica blogger ( tanjabrittonwriter.wordpress.com ) che vale la pena leggerne i post….
    buon prosieguo! 🙂

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    • 😂😂😂 In realtà è stato più rilassante di quanto si possa pensare. I paesaggi sono meravigliosi, e a parte le prime 28 ore di guida (😳), gli altri spostamenti sono stati brevi!

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