La frutta ai tropici

Se capitate dalle parti del South Florida, prendete in considerazione di aggiungere alle cose da fare un tour al Fruit and Spice Park. Il parco è costituito da un enorme giardino con tanti alberi da frutta. E’ possibile assaggiare tutti i frutti che si trovano in terra o che vengono offerti durante il giro col trenino elettrico (incluso nel biglietto). Ve lo consiglio perché è uno dei modi più sicuri per assaggiare frutta che mai più avrete occasione di mangiare. Ad esempio questa bacca buonissima, che cresce direttamente sul tronco dell’arbusto:

via Pinterest

Tra i pre-concetti che avevo prima di trasferirmi ai tropici c’era che la frutta sarebbe dovuta essere M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-A! E frutta, per me, erano pesche, albicocche, ciliegie… ok, magari anche l’ananas. Quindi, massima delusione quando, ai primi acquisti, la frutta l’ho trovata decisamente infelice.

Ho impiegato parecchi mesi, e tante sperimentazioni, per imparare cosa apprezzare e cosa tenere per i miei viaggi in Italia.

In realtà gli Stati Uniti sono davvero tali, per cui la circolazione delle merci è assolutamente interscambiabile. Mirtilli del New Jersey, arance e pesche della California, mele dello stato di Washington… è stato presto chiaro che per approcciarmi al Km zero e mangiare frutta saporita avrei dovuto modificare un po’ le mie richieste e uscire dalla comfort zone.

La frutta americana

Da questo momento in poi mi sono riappacificata con la frutta americana, imparando a valorizzare le eccellenze. Se capitate da queste parti vi consiglio di mangiare l’uva, dolcissima e, soprattutto, senza semi. Pratica e veloce come snack, ne consumiamo tantissima. Sulla nostra tavola (e nelle mie macedonie) trovano posto frutti di bosco, melone verde, ananas, mango e fragole. Sebbene la Florida abbia le arance come simbolo, le arance locali sono buone da spremuta, ma non molto da mangiare. Quello che invece è davvero locale sono fragole e manghi.

La raccolta delle fragole

La raccolta delle fragole inizia da febbraio fino a fine marzo. E’ possibile andare nei Farmer market e raccogliere le proprie fragole, pagando poi il corrispettivo all’uscita. Nei primi anni del ‘900, nel South Florida vigevano le “Strawberry Holiday”: una settimana di sospensione scolastica, a marzo, affinché i bambini potessero lavorare nella fattoria dei genitori raccogliendo le fragole.

I manghi, invece, crescono su alti alberi, praticamente ovunque. Non è strano fermarsi lungo la strada e raccoglierli dai rami penzolanti. E sono qualcosa di favoloso, completamente diversi dal gusto resinoso di quelli che arrivano sulle tavole italiane. Tra l’altro il mango è uno di quei frutti che può essere consumato sia acerbo (nei piatti salati) che maturo. Nei centri commerciali ci sono spesso chioschi che vendono mango spiralizzato e condito con sale e polvere di peperoncino. Personalmente ci ho provato una volta e… mai più!

Quella che vi propongo, invece, è una ricetta tipica brasiliana. Ho molti amici che vengono dal Sud America, conosciuti alla scuola di inglese per stranieri che frequento. Mousse velocissima e fresca, che può essere fatta con qualsiasi tipo di frutta: fragole, pesche, maracuja, mango. Non fatela con ananas e kiwi, perchè contengono enzimi che degradano la gelatina e vi trovereste con una crema liquida.

Ricetta Coast to Coast: Mousse al mango

Ingredienti:

  • 450g di polpa di mango frullata, fresca o scongelata
  • una lattina da 397g di latte condensato
  • panna liquida da montare (la quantità che sta dentro la lattina del latte)
  • una bustina di gelatina, Tortagel o Knox (in USA)

Procedimento:

In un pentolino mettere un paio di cucchiai di polpa di frutta e una tazzina d’acqua, portare a bollore e versare sulla gelatina, mescolare e lasciar riposare 5 minuti.

Versare la panna in una ciotola capiente e iniziare a montare con le fruste. Aggiungere il latte condensato a filo e la frutta. Aggiungere la gelatina e continuate a montare finchè la mousse non si inspessisce e si gonfia.

Versare in un contenitore da due litri e mettete in frigo a rassodare, almeno un paio di ore o tutta la notte. Decorare con frutta fresca.

La mousse a montare impiega circa 8-10 minuti, non abbiate fretta

Se avete negozi etnici vicini potete vedere se hanno le piastrine di frutta esotica congelata. Sono molto pratiche, la dose è quella giusta, la frutta al grado di maturazione perfetto e potete avere frutta tropicale senza impazzire. Inoltre, una piastrina in freezer vi salva quando dovete preparare il dolce “all’ultimo minuto” per un invito inaspettato

Aspettate che la mousse sia ben sostenuta prima di decorarla con la frutta scelta.

Fatemi sapere se vi e’ piaciuta!

Elena, Florida

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