Trasferirsi in USA: una gabbia dorata?

Scrivo un blog dal 2010, quando ancora non sapevo in che anno mi sarei trasferita a Miami, e successe improvvisamente un anno dopo. In questi 9 anni di blogging, 8 o quasi dei quali trascorsi sul territorio americano, ho conosciuto tante altre donne che come me hanno lasciato l’Italia per andare a vivere negli States. C’è chi ha sposato un militare, chi ha seguito il marito in un avanzamento di carriera, chi ha vinto la green card, chi ha iniziato qui un percorso di studi e poi qui è rimasto. La maggior parte delle donne che arriva a Miami, ad esempio, non ha un ingresso definitivo ma solo un visto, magari non immigrante, magari della durata di un paio di anni. Se queste donne sono anche mamme, magari di bambini in eta’ di asilo, e’ molto raro che lavorino: preferiscono rimanere a casa e occuparsi della famiglia. E ho notato che e’ lo stesso in altri Stati.

L’espatrio non è per tutti, e non tutti decidono di restare definitivamente – se ne hanno la possibilita’. Tutte le donne che vivono in America che ho conosciuto in questi anni concordano sul fatto che avere un determinato tipo di approccio mentale aiuta tantissimo ad integrarsi meglio.

Qualche tempo fa ho stilato un elenco di cose che chi intende trasferirsi all’estero, soprattutto in USA, e’ bene che sappia. Cose che riguardano la sfera emotiva, e che spesso non rendono la nuova vita facile. Ma superate quelle, tutto sara’ in discesa.

Sei davvero pronta per vivere all’estero?

Buona lettura.

Tiziana, ero Lucy

Photo: Julien Borean for Unsplash

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