Cercare lavoro negli USA

Prima di venire qui, nella terra delle opportunità, pensavo che l’età fosse un vincolo, un limite. Qui, invece, avere quarant’anni significa avere esperienza, che non riguarda solo il background lavorativo, significa anche esperienza nelle relazioni, nella gestione dei problemi, nel saper programmare, nell’imparare dai propri errori. Un adulto che ha voglia di lavorare, pertanto, qui negli Stati Uniti è merce preziosa.

In più, diciamocelo, un risvolto positivo di noi italiani, un po’ teste calde, un po’ briglie sciolte, è che siamo creativi e fantasiosi, abbiamo energia e siamo piuttosto travolgenti. In un panorama sociale come quello americano, fatto soprattutto di bravi soldati, di ingranaggi ordinati e perfetti, di impeccabili orchestre che si esprimono all’unisono, noi italiani riusciamo a venir fuori come squillanti solisti. Non voglio generalizzare, ovviamente, ma la mia impressione è che spesso l’italiano sappia far valere la sua unicità e il suo essere un po’ speciale e che, strano forse a dirsi, sappia farsi apprezzare da queste parti più che in Patria.

Certo, se questo può succedere è perché gli americani sanno riconoscere il potenziale e ne hanno bisogno come l’aria per mantenere viva e attiva questa economia forte e stabile. Per gli americani, insomma, noi non siamo “mafia, pizza e mandolino”, bensí siamo gli eredi naturali di Leonardo e Galileo, la patria della Ferrari e della Lamborghini, siamo gente privilegiata che vanta città come Venezia, Roma e Firenze, che cucina il risotto come atto d’amore e che si affida a mezzo calice di prosecco invece che agli antidepressivi quando ha bisogno di tirarsi su. Loro, gli americani, l’hanno capito prima di noi che la diversità è una ricchezza, e che quindi accoglierci nelle loro aziende è più un favore che fanno a se stessi che a noi. Non lasciamoci intimidire dai proclami, dagli “America first”, che hanno il classico sapore populista, ma ben poca sostanza. La realtà è che ci osservano, ci riconoscono e ci aprono le loro porte. Non ci credete? Eppure a me è successo proprio così…

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